JTI Italia: accise UE, rischio boom del mercato illecito e oltre 1 miliardo di perdite per lo Stato
Il mercato illecito dei prodotti da fumo continua a rappresentare una minaccia significativa per le entrate dello Stato e per l’equilibrio del settore. A lanciare l’allarme è Adriana Valle, Corporate Affairs & Communication Director di JTI Italia, intervenuta a margine della presentazione a Roma della terza edizione dello studio Ipsos Doxa “Prodotti da fumo e non da fumo: studio sul fenomeno dell’illegalità”, promosso da Logista.
“Lo studio Ipsos Doxa conferma l’impatto rilevante dell’illegalità, ma anche la tenuta del sistema grazie all’azione delle istituzioni“, ha dichiarato Valle, sottolineando come la novità dell’edizione 2026 riguardi l’analisi degli effetti della revisione della Direttiva europea sulle accise (TED). Secondo quanto emerso, aumenti significativi delle accise, se applicati in modo rigido e non coordinato tra i Paesi membri, potrebbero risultare controproducenti. I dati del report delineano uno scenario in cui il fenomeno degli acquisti attraverso canali non ufficiali resta consistente: in Italia si stimano mancate entrate erariali per circa 690 milioni di euro, a fronte di un mercato parallelo che raggiunge un valore di 1,2 miliardi di euro, pari al 4,8% del totale.
Particolare preoccupazione riguarda proprio la revisione della direttiva TED. Il Rapporto Logista evidenzia infatti come, di fronte a possibili rincari dei prezzi, la maggioranza dei consumatori non smetterebbe di fumare. Al contrario, circa uno su dieci potrebbe rivolgersi al mercato illecito per risparmiare, alimentando ulteriormente il fenomeno. Un’eventualità che, secondo le stime, potrebbe tradursi in oltre 1 miliardo di euro di perdite erariali per lo Stato italiano e in un impatto occupazionale pari a circa 6.400 posti di lavoro.
“Ciò che lo studio Logista stima come rischio potenziale per l’Italia si è purtroppo già verificato altrove“, ha aggiunto Valle, citando il caso della Francia. “Tra il 2020 e il 2024, un approccio basato su forti rincari ha portato a un calo del 12% delle entrate da accise, con un mercato illegale arrivato a sfiorare il 40% dei consumi e una diffusione del fumo superiore a quella italiana“. Da qui l’appello a un approccio “pragmatico e non ideologico” nella definizione del quadro normativo europeo. “È necessario un sistema regolatorio equilibrato capace di contrastare efficacemente il mercato illecito, tutelando al contempo entrate fiscali, occupazione e legalità, anche attraverso una programmazione fiscale di medio-lungo periodo come quella adottata con successo in Italia“, ha concluso Valle.

