Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Corporate – Il giornale delle imprese » Mercato illecito del fumo tra Italia ed Europa: gli studi Ipsos ed Euromonitor

Mercato illecito del fumo tra Italia ed Europa: gli studi Ipsos ed Euromonitor

Il fenomeno dell’illegalità nel settore dei prodotti da fumo e non da fumo continua a rappresentare una sfida rilevante sia a livello nazionale che europeo

Mercato illecito del fumo tra Italia ed Europa: gli studi Ipsos ed Euromonitor
FEDERICO RELLA VICEPRESIDENTE LOGISTA ITALIA, MARCO OSNATO POLITICO, GIUSEPPE MANGIALAVORI POLITICO, MARIO ANTONELLI PRESIDENTE NAZIONALE FIT, GIANFRANCO LABIB BOUGHDADY PRESIDENTE NAZIONALE ASSOTABACCAI, FRANCESCA TORRICELLI ADM, ROBERTO SOMMELLA GIORNALISTA

Fumo e illegalità, un fenomeno in evoluzione tra Italia e UE: i dati degli studi Ipsos e Euromonitor

Il fenomeno dell’illegalità nel settore dei prodotti da fumo e non da fumo continua a rappresentare una sfida rilevante sia a livello nazionale che europeo. A metterlo in evidenza sono due distinti studi: la ricerca Ipsos Doxa presentata da Logista, focalizzata sul contesto italiano, e l’analisi di Euromonitor International che fotografa l’evoluzione del mercato illecito in Europa. Due prospettive diverse ma complementari, che delineano un quadro complesso e in crescita.

Nel caso italiano, lo studio Ipsos Doxa mostra come nel 2025 il mercato illegale dei prodotti da fumo e non da fumo abbia raggiunto un valore di circa 1,2 miliardi di euro, pari al 4,8% del totale . Si tratta di un fenomeno che coinvolge una quota crescente di consumatori: il 13,8% degli utenti, pari a circa 1,8 milioni di persone, dichiara di aver acquistato tramite canali non ufficiali . Il mercato complessivo resta comunque rilevante, con un valore di circa 24,5 miliardi di euro, dominato dal tabacco tradizionale ma con una crescita significativa delle sigarette elettroniche, il cui utilizzo è aumentato negli ultimi anni .

L’impatto economico dell’illegalità risulta particolarmente significativo. Secondo lo studio, le mancate entrate erariali ammontano a circa 690 milioni di euro, accompagnate da una perdita di fatturato di circa 630 milioni e da un impatto occupazionale stimato in 5.900 posti di lavoro. Le modalità di acquisto evidenziano inoltre differenze tra prodotti: mentre per il tabacco tradizionale prevalgono i canali fisici, nel caso delle sigarette elettroniche l’illegalità si sviluppa soprattutto online, da cui proviene la maggior parte degli acquisti illeciti . Lo studio sottolinea anche come l’80% degli intervistati percepisca il fenomeno come diffuso su scala nazionale, pur in presenza di una bassa percezione del rischio di sanzioni .

Un elemento centrale dell’analisi riguarda il ruolo delle politiche fiscali. La possibile revisione della Direttiva europea sulle accise, secondo le stime elaborate a partire dai dati dello studio, potrebbe comportare per l’Italia ulteriori perdite erariali superiori a 1 miliardo di euro e un impatto occupazionale complessivo fino a 6.400 posti di lavoro. Allo stesso tempo, l’introduzione di nuove norme, come la riclassificazione della cannabis light come prodotto illegale nel 2025, ha ridotto i volumi ufficiali ma aumentato il ricorso ai mercati paralleli.

Su scala europea, il rapporto Euromonitor evidenzia una trasformazione ancora più profonda. Negli ultimi anni l’Unione europea è passata da principale destinazione del contrabbando a polo sempre più rilevante per la produzione e il consumo di sigarette contraffatte. Tra il 2015 e il 2024, mentre il consumo complessivo di sigarette è diminuito, i volumi di prodotti contraffatti sono cresciuti da circa 4,1 miliardi a 13,4 miliardi di unità, arrivando a rappresentare circa un terzo del mercato illecito . La crescita si concentra in alcuni Paesi, con la Francia in primo piano, seguita da Ungheria, Repubblica Ceca, Romania e Paesi Bassi .

Le cause individuate dal rapporto europeo sono molteplici e includono l’aumento dei prezzi dovuto a imposte e accise, le conseguenze economiche di eventi come la pandemia e il conflitto tra Russia e Ucraina, nonché l’inasprimento della regolamentazione e le lacune nei controlli . In questo contesto, le reti criminali organizzate hanno rafforzato la propria presenza, sviluppando capacità produttive all’interno dell’Unione e ampliando rapidamente l’offerta illegale. L’impatto economico è rilevante: nel 2024 si stimano perdite fiscali pari a 14,9 miliardi di euro, accompagnate da rischi per la salute pubblica e da implicazioni più ampie sul piano della sicurezza .

Anche a livello europeo emerge con forza il ruolo delle politiche fiscali. Le differenze tra i livelli di tassazione nei vari Paesi, che nel 2024 variano dal 67,5% al 110% del prezzo finale, contribuiscono a creare forti incentivi economici per il commercio illecito . La proposta di revisione della Direttiva accise, con l’introduzione di aumenti significativi delle aliquote minime, rischia secondo il rapporto di favorire ulteriormente lo spostamento dei consumatori verso il mercato illegale, come già osservato in alcuni contesti nazionali.

Il confronto tra i due studi restituisce dunque un quadro coerente. In Italia l’illegalità appare stabile nei valori ma in crescita nella diffusione tra i consumatori e nelle modalità di accesso, mentre in Europa si osserva un’evoluzione strutturale del fenomeno, con un aumento marcato della produzione e del consumo di prodotti contraffatti. In entrambi i casi emerge una relazione stretta tra politiche fiscali, livelli di prezzo e sviluppo dei mercati paralleli.

Nel complesso, i dati indicano come il contrasto all’illegalità nel settore del fumo richieda un equilibrio tra obiettivi di salute pubblica, sostenibilità economica e rafforzamento dei controlli. Senza un approccio coordinato e calibrato, il rischio evidenziato dai due studi è quello di alimentare ulteriormente un mercato sommerso già in espansione.

Sulla revisione della direttiva europea sulle accise, l’eurodeputato Marco Falcone ha spiegato che il lavoro in corso si fonda su tre principi: minore pressione fiscale per i prodotti meno rischiosi, contrasto all’illegalità e tutela del sistema produttivo. L’obiettivo, ha aggiunto, è arrivare a “una proposta equilibrata”, capace di tenere insieme le indicazioni della Commissione europea e le esigenze dei diversi mercati nazionali.

La vicepresidente del Senato Licia Ronzulli ha sottolineato in forma indiretta che il contrasto al mercato illegale deve coinvolgere tutta la filiera e che difendere i canali ufficiali significa tutelare consumatori e imprese. Ha quindi evidenziato che “ogni euro sottratto all’illegalità è un beneficio per la collettività”, ribadendo l’importanza di collaborazione, controlli e investimenti per rafforzare il sistema.

Per il presidente della Commissione Finanze della Camera Marco Osnato, il settore si dimostra dinamico ma segnato da una crescita dell’illegalità che richiede nuovi interventi. Ha osservato che la direttiva europea sulle accise presenta criticità per il mercato italiano, spiegando che “siamo impegnati a migliorarla” in sede europea e indicando possibili sviluppi nell’attività della Commissione.

Il presidente della Commissione Bilancio della Camera Giuseppe Mangialavori ha ricordato il peso economico e fiscale del comparto, sottolineando la necessità di norme calibrate sulle specificità italiane. Ha ribadito che “è fondamentale garantire un quadro regolatorio equilibrato”, capace di tutelare entrate pubbliche e imprese che operano nella legalità.

Francesca Torricelli, dirigente dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ha evidenziato che il mercato dei prodotti da fumo è tra i più sensibili per l’erario e sempre più esposto a fenomeni organizzati. Ha spiegato che sono in corso attività di rafforzamento dei controlli e del monitoraggio, ricordando che “proteggere il gettito significa proteggere il Paese”.

Federico Rella, vicepresidente e direttore Corporate Affairs di Logista Italia, ha sottolineato il valore dello studio come base di analisi sul mercato non ufficiale e ha ricordato l’impatto dell’illegalità, stimato in 690 milioni di euro di mancate entrate. Ha poi avvertito che “i rincari ipotizzati” sulle accise potrebbero avere effetti rilevanti su entrate e occupazione, auspicando un confronto europeo più equilibrato.

Il presidente della Federazione Italiana Tabaccai Mario Antonelli ha rimarcato il ruolo delle tabaccherie come presidio di legalità, sostenendo che servono politiche fiscali bilanciate per evitare lo spostamento dei consumi verso il mercato illegale. Sulla stessa linea il presidente di Assotabaccai Gianfranco Labib Boughdady, che ha ricordato come i tabaccai rappresentino un punto di riferimento per lo Stato e ha affermato che “solo garantendo il controllo diretto sul canale di vendita” si può assicurare un mercato sicuro.