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Quasi 35mila persone curate online: AcneRevolution ridisegna la presa in carico dell’acne

La piattaforma italiana combina telemedicina e ambulatori fisici per un modello di cura continuativo. Valutazione media dei pazienti: 4,5 su 5

Quasi 35mila persone curate online: AcneRevolution ridisegna la presa in carico dell’acne

Un approccio integrato tra digitale e presenza per continuità terapeutica e maggiore accesso alle cure dermatologiche su tutto il territorio

Per milioni di persone l’acne non è solo un fastidio passeggero. È una patologia dermatologica complessa, che può protrarsi per anni e lasciare tracce profonde non soltanto sulla pelle, ma anche sull’autostima e sulla vita di relazione. Adolescenti e giovani adulti ne sono i principali destinatari, ma spesso si trovano a gestire la malattia con strumenti inadeguati: visite sporadiche, terapie interrotte, mancanza di continuità nel rapporto con lo specialista.

È per rispondere a questi limiti che è nata AcneRevolution piattaforma che ha sviluppato un modello fondato sulla continuità della cura attraverso la telemedicina e il monitoraggio digitale. Ad oggi, quasi 35mila pazienti hanno seguito il percorso online. A questi si aggiungono i pazienti trattati negli ambulatori fisici del network: una comunità terapeutica complessiva che, per numerosità, equivale a quella di una piccola città.

Il livello di soddisfazione rilevato tra chi ha completato o è in corso con il programma è elevato: la valutazione media è di 4,5 su 5. Un dato che descrive non solo i risultati clinici, ma la qualità dell’esperienza terapeutica nel suo insieme, dalla facilità d’uso della piattaforma alla qualità della relazione con il team medico.

Il problema che AcneRevolution intende risolvere è noto a chi si occupa di dermatologia: l’acne richiede trattamenti che possono durare settimane o mesi, e che spesso necessitano di adattamenti nel tempo. Le terapie topiche e sistemiche hanno tempi di risposta variabili; gli effetti collaterali possono comparire nelle fasi iniziali; le ricadute sono frequenti. In questo scenario, il controllo periodico dal dermatologo non è sempre sufficiente. Serve un sistema in grado di seguire il paziente anche tra una visita e l’altra.

La piattaforma digitale risponde a questa esigenza permettendo ai pazienti di fotografare e caricare immagini della propria pelle, aggiornare regolarmente lo stato clinico, ricevere indicazioni terapeutiche personalizzate e comunicare con il team in modo diretto. Il monitoraggio progressivo consente di costruire nel tempo una documentazione dell’evoluzione della cute, utile sia per valutare l’efficacia del trattamento sia per intervenire tempestivamente se qualcosa non procede come atteso. In questo modo si affronta anche il problema dell’abbandono terapeutico: uno dei principali ostacoli nella cura dell’acne, spesso causato dall’assenza di un supporto medico nelle fasi più delicate del trattamento.

Il comitato scientifico della piattaforma, presieduto dalla Dott.ssa Ines Mordente, ha contribuito a strutturare un approccio che nel tempo si è evoluto in senso sempre più multidisciplinare. L’analisi dei dati raccolti su decine di migliaia di pazienti ha confermato ciò che la ricerca clinica suggerisce: l’acne è una condizione multifattoriale. Alimentazione, ormoni, microbiota intestinale, infiammazione sistemica e dimensione psicologica sono tutti elementi che possono influire sull’andamento della malattia.

Dopo aver seguito decine di migliaia di pazienti, abbiamo capito che l’acne è una patologia complessa“, spiega Riccardo Cassese, medico e CEO di AcneRevolution. “Non riguarda solo la pelle. Spesso entrano in gioco elementi metabolici, ormonali o legati allo stile di vita. Per questo il nostro approccio è diventato progressivamente più multidisciplinare“.

Il modello ha anche una rilevanza sul piano dell’equità delle cure. L’accesso a dermatologi specializzati non è uniforme sul territorio italiano: nelle aree periferiche o lontane dai grandi centri il tempo di attesa per una visita specialistica può essere significativo. La telemedicina abbatte queste distanze, consentendo a qualunque paziente di avviare un percorso qualificato senza dover necessariamente raggiungere una struttura fisica. E quando la visita in presenza è necessaria, per diagnosi approfondite o trattamenti ambulatoriali specifici, la rete di cliniche fisiche del network è disponibile.

In realtà il punto non è fare la visita su internet“, osserva Cassese. “Il punto è costruire un sistema di cura che accompagni il paziente nel tempo. Il digitale rende possibile seguire l’evoluzione della pelle, intervenire rapidamente quando necessario e mantenere una comunicazione costante“.

Quella di AcneRevolution è, in fondo, una risposta concreta alla sfida che la medicina moderna si trova ad affrontare nella gestione delle patologie croniche: come garantire continuità, accessibilità e personalizzazione della cura, superando i vincoli del modello tradizionale fondato esclusivamente sulla visita in ambulatorio. La risposta, almeno in questo campo, sembra passare da un sistema ibrido in cui tecnologia e medicina lavorano insieme, senza che l’una sostituisca l’altra.