Syngenta al Food & Science Festival: innovazione, ricerca e sostenibilità al centro del futuro dell’agricoltura
In un contesto internazionale sempre più instabile, tra tensioni geopolitiche, criticità nelle catene di approvvigionamento ed eventi climatici estremi, il mondo agricolo è chiamato a rafforzare la propria capacità di adattamento. È il quadro emerso durante “Il Filo che ci unisce: ieri, oggi e il domani dell’agricoltura”, l’evento organizzato da Syngenta in occasione della decima partecipazione al Food & Science Festival, edizione dedicata al tema “Traiettorie”.
L’incontro ha riunito rappresentanti delle istituzioni, della ricerca e della filiera agroalimentare per riflettere sui profondi cambiamenti che hanno trasformato il settore nell’ultimo decennio. Cambiamento climatico, sostenibilità, innovazione tecnologica e nuove regole di mercato stanno infatti ridisegnando il comparto agricolo, imponendo nuove priorità: accelerare la ricerca, semplificare i processi burocratici, favorire la digitalizzazione e rendere più efficaci le decisioni agronomiche e gli interventi in campo.
Ad aprire i lavori è stato Massimo Scaglia, Amministratore Delegato di Syngenta Italia, che ha sottolineato come i dieci anni trascorsi dalla prima partecipazione al festival abbiano coinciso con una fase di trasformazione radicale per l’agricoltura. Il manager ha evidenziato come le questioni geopolitiche abbiano costretto il settore a ripensare la propria missione, ribadendo la necessità di sostenere gli agricoltori nella produzione di valore in modo sostenibile, non solo sul piano ambientale ma anche economico.
“Dalla nostra prima partecipazione al Food & Science Festival sono passati dieci anni: un arco di tempo che ha visto l’agricoltura cambiare profondamente sulla spinta di fattori che ne hanno riscritto le regole e hanno imposto a noi operatori una riflessione profonda sulla competitività e sulla tutela dei nostri standard produttivi. In questo scenario l’innovazione, così come la difesa integrata delle colture, è diventata una necessità imprescindibile per garantire buone rese, diminuire l’impatto ambientale e tutelare la salute del consumatore. Sono tematiche sulle quali registro una sensibilità crescente anche tra le istituzioni e ne sono felice perché una politica che riconosce il valore dell’innovazione agronomica può costruire un quadro regolatorio più adeguato e sostenere la competitività dell’agricoltura italiana”, ha dichiarato l’Amministratore Delegato di Syngenta Italia.
Nel corso dell’evento è intervenuto anche Alberto Piaggesi, Presidente di Syngenta Italia, che ha ripercorso il percorso di innovazione affrontato dall’azienda negli ultimi dieci anni e le prospettive per il prossimo decennio. Piaggesi ha spiegato come Syngenta stia integrando ricerca avanzata e nuove tecnologie per accompagnare l’evoluzione dell’agricoltura, soffermandosi in particolare sul ruolo dell’intelligenza artificiale nel velocizzare la progettazione e lo sviluppo di nuove soluzioni. Tra le leve strategiche per il futuro, il presidente ha indicato anche i biologicals, destinati ad ampliare le opzioni disponibili per gli agricoltori.
Tra i temi più discussi anche il rapporto tra innovazione e istituzioni. Scaglia ha evidenziato la necessità di tempi più rapidi e costi sostenibili per favorire l’accesso all’innovazione, chiedendo un confronto basato sulla scienza e non su posizioni ideologiche o pregiudizi. Un messaggio che si è intrecciato con gli interventi dei rappresentanti politici e istituzionali presenti al convegno, tra cui Herbert Dorfmann, Silvia Fregolent, Antonella Forattini e Alessandro Beduschi. All’evento hanno partecipato anche Olivier de Matos, Maria Chiara Zaganelli, Massimiliano Giansanti, Antonio Casana, Pierdomenico Perata e Riccardo Preve.
Maria Chiara Zaganelli ha ribadito il valore della cultura scientifica per il settore agricolo. “In Italia c’è bisogno di promuovere cultura scientifica e queste iniziative sono importanti per raccontare quanta ricerca e innovazione ci siano dietro l’agricoltura”, ha detto il Direttore generale del CREA. “Gli agricoltori oggi lavorano con una nuova consapevolezza in termini di rispetto del suolo, utilizzo di risorse idriche e agrofarmaci. L’innovazione varietale, agronomica e tecnologica li supporta proprio in questo senso, aiutando a razionalizzare e ad ottimizzare gli input, producendo di più con meno e favorendo così una maggiore sostenibilità ambientale ed economica”.
Anche il tema della sostenibilità economica è stato al centro del dibattito. “La sostenibilità in agricoltura e l’agricoltura rigenerativa, se applicate nel modo giusto, possono essere uno strumento di aumento di efficienza e contenimento dei costi per gli agricoltori”, ha dichiarato Riccardo Preve, Consigliere Delegato di Riso Gallo. “È nostro dovere come azienda favorire la condivisione di esperienze e buone pratiche all’interno della filiera”.
Nel suo intervento conclusivo, Massimiliano Giansanti, Presidente di Confagricoltura e COPA-COGECA, ha invece richiamato l’attenzione sulla sicurezza alimentare europea e sulla dipendenza dall’estero per gli input produttivi. “L’Europa contribuisce al 17% del PIL agroalimentare mondiale: siamo una potenza. Eppure, come reso evidente dalla crisi di Hormuz, dipendiamo molto dall’estero in quanto a input produttivi. È tempo che le istituzioni europee diano un segnale forte riconoscendo l’agricoltura come asset strategico. Dobbiamo muoverci presto e uniti. È in gioco la sicurezza alimentare“, ha affermato.
Guardando al futuro, dal confronto sono emerse alcune priorità condivise per i prossimi anni: affrontare il tema del lavoro agricolo e della manodopera, accelerare l’accesso alle innovazioni, rendere più coerente e moderno il rapporto con le istituzioni e rafforzare la trasparenza lungo la filiera attraverso sistemi di tracciabilità e indicazioni di origine omogenee a livello europeo. Obiettivi considerati essenziali per garantire maggiore competitività, sostenibilità e redditività agli agricoltori europei.
L’intervista di Affaritaliani a Massimo Scaglia, Amministratore Delegato di Syngenta Italia
Massimo Scaglia, Amministratore Delegato di Syngenta Italia, ha dichiarato ai microfoni di Affaritaliani: “L’agricoltura rappresenta da sempre un patrimonio fondamentale per il nostro Paese e continua ancora oggi a essere un pilastro importante della nostra economia. Il settore sta affrontando sfide sempre più complesse, legate sia alle tensioni geopolitiche sia a nuove problematiche che gli agricoltori si trovano ogni giorno a dover gestire e che richiedono risposte concrete e strumenti tecnici adeguati. Syngenta lavora da sempre sull’innovazione, con l’obiettivo di sviluppare soluzioni tecniche sempre più efficaci per aiutare gli agricoltori a creare valore, produrre meglio e ottenere il giusto riconoscimento per il lavoro che svolgono. Oggi più che mai gli agricoltori devono poter contare su supporto tecnico e innovazione per produrre in modo sostenibile, sia dal punto di vista economico sia ambientale. È questo il messaggio che vogliamo portare avanti ed è questa la nostra missione come azienda”.
L’intervista di Affaritaliani a Maria Chiara Zaganelli, Direttrice generale del CREA
Maria Chiara Zaganelli, Direttrice generale del CREA, ha dichiarato ai microfoni di Affaritaliani: “Il titolo di questo convegno è particolarmente interessante perché mette al centro delle traiettorie future e dello sviluppo del settore agricolo il tema della sostenibilità, che oggi non rappresenta più un concetto relegato a una nicchia, ma un vero e proprio filo conduttore di tutte le attività del comparto. Da questo punto di vista, credo che l’agricoltura sia il principale tessitore di sostenibilità. Grazie all’innovazione, i campi agricoli sono diventati ecosistemi digitali nei quali tecnologia e ricerca contribuiscono a rendere la produzione più sostenibile, riducendo l’impiego di input produttivi, favorendo il risparmio delle risorse idriche e tutelando le risorse genetiche e la biodiversità. Ma la sostenibilità dell’agricoltura non si esaurisce nella fase produttiva. Anche nella trasformazione e nella valorizzazione del prodotto entrano in gioco concetti come economia circolare e tracciabilità digitale, che rafforzano ulteriormente il rapporto di fiducia tra il mondo agricolo e quello dei consumatori”.
L’intervista di Affaritaliani a Riccardo Preve, Consigliere Delegato di Riso Gallo
Riccardo Preve, Consigliere Delegato di Riso Gallo ha dichiarato ai microfoni di Affaritaliani: “Noi come Riso Gallo stiamo portando avanti un importante lavoro sul fronte della sostenibilità, anche dal punto di vista agricolo. Da diversi anni abbiamo creato una rete di oltre 200 aziende agricole certificate, all’interno della quale promuoviamo pratiche sostenibili e modelli di agricoltura rigenerativa che riteniamo fondamentali per il futuro del settore e per la qualità del prodotto italiano”.

