Dal 2004 al 2024 l’Italia ha risparmiato oltre 12 miliardi di kilowattora e circa 2,3 miliardi di euro grazie all’adozione dell’ora legale. Secondo un documento parlamentare, mantenere l’orario estivo per tutto l’anno potrebbe portare a un ulteriore risparmio annuo di circa 720 milioni di kilowattora e 180 milioni di euro, con una riduzione delle emissioni di CO₂ pari a 200.000 tonnellate l’anno, equivalente all’assorbimento di circa sei milioni di alberi. Il Parlamento ha avviato un’indagine conoscitiva sull’impatto dell’ora legale permanente, i cui risultati sono attesi entro il 30 giugno 2026.
Sul piano economico, l’adozione stabile dell’ora legale contribuirebbe a ridurre i consumi energetici legati all’illuminazione e al riscaldamento, generando risparmi per famiglie e imprese e un minore impatto ambientale. Inoltre, una maggiore disponibilità di luce nel tardo pomeriggio favorirebbe le attività ricreative e turistiche, con possibili effetti positivi su commercio al dettaglio, ristorazione e durata della stagione turistica.
Dal punto di vista energetico, sebbene l’impatto percentuale sui consumi complessivi sia contenuto (tra lo 0,1% e l’1%), il risparmio in termini assoluti resta significativo in un’ottica di sostenibilità e riduzione delle emissioni. Tuttavia, esistono anche posizioni critiche che evidenziano possibili effetti negativi, rendendo necessario un confronto istituzionale per giungere a una decisione definitiva. Il quadro complessivo appare quindi equilibrato, con benefici concreti ma anche aspetti da valutare attentamente.
Il dibattito sull’adozione permanente dell’ora legale nasce dalla consultazione pubblica lanciata dalla Commissione europea nel 2018, alla quale parteciparono 4,6 milioni di cittadini: l’84% si espresse a favore dell’abolizione del cambio dell’ora. I dati del Parlamento europeo indicano un risparmio energetico di circa l’1% dei consumi nazionali, accompagnato da effetti positivi sul benessere psicofisico.

