Economia
Orcel il manager più amato, dietro di lui solo un altro "banchiere star". Pier Silvio in calo. Chi sale e chi scende in classifica
Aumenta il peso dei “settori-sistema”. Per la difesa in vista Cingolani e Cossiga, per l’energia Di Foggia e Artizzu, bene nelle banche Orcel e Messina. In evidenza in industria Scocchia e Del Fante, in Salute Cattani e Aleotti. Giù Lovaglio, Berlusconi e

Andrea Orcel
Secondo Reputation Index: Orcel al vertice. Difesa e aerospazio trainano l’innovazione, ritorna centrale il nodo nucleare
La seconda rilevazione di Reputation Index (novembre 2025-gennaio 2026) restituisce una fotografia chiara: la reputazione è la risultante di performance, governance e “utilità pubblica”, e la capacità di reggere gli scossoni conta quanto l'exécution.
L’osservatorio del Gruppo The Skill misura la reputazione di manager e organizzazioni attraverso l’analisi della loro presenza nel racconto mediatico.
Ai vertici Andrea Orcel (UniCredit, 85,9 pt), che si conferma il profilo più performante. Nel comparto Economia & Impresa, accanto a Orcel, resta in fascia alta Carlo Messina (Intesa Sanpaolo, 83,2 pt), profilo che, nel periodo osservato, consolida un posizionamento di sistema, sostenuto da risultati, continuità e una narrativa ordinata.
L’analisi evidenzia anche quanto la reputazione possa essere sensibile a eventi esogeni: la flessione più netta è quella di Luigi Lovaglio (MPS MedioBanca, 17 pt), che registra un crollo nel rating rispetto alla precedente rilevazione, a valle di uno spostamento improvviso del frame mediatico verso la cronaca giudiziaria.
Pier Silvio Berlusconi (MFE, 74,0 pt) risente dell’effetto di notizie negative che hanno investito il perimetro reputazionale del Gruppo (affaire Signorini–Corona), riducendo sensibilmente l’allungo rispetto alla precedente analisi. È una dinamica che conferma che quando il racconto sul brand diventa “campo di battaglia”, la reputazione del vertice tende a essere chiamata in causa anche oltre la performance.
Nel settore Industria & Innovazione emerge un segnale ormai strutturale: l’innovazione fa sempre più assonanza con difesa, sicurezza, autonomia strategica e filiere tecnologiche. In questo perimetro, Roberto Cingolani (Leonardo, 83,5 pt) e Giuseppe Cossiga (AIAD/MBDA, 82,3 pt) occupano uno spazio crescente nel racconto pubblico: difesa e aerospazio non sono più soltanto comparti verticali, ma diventano un pezzo dell’immaginario dell’innovazione europea (capacità produttiva, investimenti, sovranità tecnologica).
Accanto a questo asse, lo studio conferma la forza di profili capaci di trasformare transizione e prodotto in reputazione: è il caso, ad esempio, della “new entry” Cristina Scocchia (Illycaffè, 80,4 pt), con un posizionamento che unisce filiera, sostenibilità e reputazione aspirazionale, e di Matteo Del Fante (Poste Italiane, 83,2 pt). Leonardo Maria Del Vecchio (LMDV Capital, 18,3 pt) paga un trimestre ad alta esposizione ma a eco sfavorevole: il doppio effetto Otto e mezzo–Ferrari, sommato alle tensioni di governance, pesa più dei segnali da deal maker e frena il punteggio.
In Ambiente & Energia, la reputazione si gioca sempre più su credibilità tecnica e capacità di rendere comunicabili scelte complesse. Giuseppina Di Foggia (Terna, 84,8 pt) guida il comparto con un profilo costruito su infrastrutture, trasparenza e grandi progetti. La seguono Flavio Cattaneo (Enel, 81,4 pt), Renato Mazzoncini (A2A, 71,7 pt) e Claudio Descalzi (Eni, 70,7pt ).
La novità più significativa del settore è però l’ingresso in classifica dell’AD di Sogin, Gianluca Artizzu (75,3 pt), che può vantare risultati e, dopo un’operazione verità su tempi certi e costi definiti del decommissioning, rimette al centro del dibattito pubblico il tema dell’energia nucleare e il recupero dei siti in dismissione.
Nel settore Infrastrutture & Trasporti, la reputazione cresce con la visione e si consuma nel quotidiano. Stefano Donnarumma (Ferrovie dello Stato, 78,5 pt) presidia l’asse tra internazionalizzazione e innovazione su sicurezza/affidabilità; Pietro Salini (Webuild, 67,3 pt) e Arrigo Giana (ASPI, 69,4 pt) si muovono in un contesto in cui cantieri e grandi opere garantiscono volume, ma aumentano anche la volatilità del racconto. In questo quadro, Jörg Eberhart (ITA Airways, 62 pt) rappresenta un profilo in consolidamento.
Nel settore Salute & Life Sciences, il trimestre premia la capacità di tenere insieme advocacy, impresa e reputazione pubblica. Marcello Cattani (Farmindustria, 78,2 pt) risulta efficace. Da segnalare anche Sergio Dompé (Dompé Farmaceutici, 76,2 pt), Lucia Aleotti (Menarini, 68,5 pt) e Nicoletta Luppi (MSD Italia, 66 pt).
Più esposti alle oscillazioni da dibattito pubblico risultano profili in cui il racconto si innesta su dinamiche di nomina o di brand sotto pressione: Giovanni Migliore (già presidente FIASO, ora DG della Comunicazione del Ministero della Salute, 61 pt) e Marco Centenari (IRCCS Ospedale San Raffaele – Gruppo San Donato, 52,4 pt) operano in perimetri dove la reputazione dipende in modo sensibile dalla cornice mediatica del periodo.
