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Pasqua, Iginio Massari sforna la colomba da 75 euro: prezzi da capogiro. E la polemica si infuoca

Le reazioni, ancora una volta, sono contrastanti. C’è chi parla di prezzi eccessivi e lontani dallo spirito della tradizione, e chi invece sottolinea il valore dell’artigianalità

Pasqua, Iginio Massari sforna la colomba da 75 euro: prezzi da capogiro. E la polemica si infuoca

Pasqua, Iginio Massari sforna la colomba da 75 euro.E la polemica si infuoca

Non serve più un ristorante stellato o un regalo firmato per parlare di lusso a Pasqua: basta una colomba. E non una qualunque, ma quella firmata da Iginio Massari, che anche per il 2026 è riuscito a trasformare un dolce tradizionale in un vero e proprio oggetto del desiderio.

Il maestro della pasticceria italiana propone una linea ampia, fatta di prodotti artigianali, freschi e privi di conservanti. Accanto alla versione classica con mandorle e scorze d’arancia, trovano spazio interpretazioni più moderne, come cioccolato e lampone o pistacchio, con prezzi che oscillano tra i 35 e i 60 euro. Una fascia già alta, ma ancora accessibile per chi vuole concedersi uno sfizio di qualità.

A catturare davvero l’attenzione, però, è l’edizione limitata. Qui la colomba diventa qualcosa di più di un semplice dolce: un prodotto pensato per stupire, prima ancora che per essere consumato. L’impasto è al cacao, la glassa al cioccolato fondente con una nota al rum, completata da arancia candita in superficie. All’interno, un equilibrio studiato nei dettagli tra pepite di cioccolato fondente e al latte e uvetta aromatizzata al rum. Il prezzo sale a 75 euro al chilo, una cifra che inevitabilmente accende il dibattito.

Non è certo la prima volta che il nome di Massari divide l’opinione pubblica. Episodi simili si sono già verificati, come nel caso delle chiacchiere di Carnevale, arrivate a sfiorare — e in alcuni casi superare — i 100 euro al chilo, scatenando critiche tra social e discussioni quotidiane. Il nodo resta sempre lo stesso: quanto può costare un dolce legato alla tradizione popolare senza perdere il suo significato?

Lo stesso scenario si è ripetuto negli anni con panettoni e colombe, sempre più spesso proposti come prodotti di fascia alta, quasi da boutique. E oggi il dibattito si allarga anche alle uova di Pasqua: tra le creazioni del maestro, la versione pralinata al cioccolato fondente e nocciole raggiunge i 105 euro.

Le reazioni, ancora una volta, sono contrastanti. C’è chi parla di prezzi eccessivi e lontani dallo spirito della tradizione, e chi invece sottolinea il valore dell’artigianalità, delle materie prime selezionate e della firma. In mezzo resta il mercato, che discute, critica, ma alla fine continua a comprare.