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Economia
Pensioni, lite Renzi-Padoan. Ecco le nuove tasse in arrivo


Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)


I sottosegretari dell'Economia e del Lavoro non sanno nulla. Il node delle pensioni è in mano direttamente al ministro Pier Carlo Padoan e al presidente del Consiglio Matteo Renzi. La vicenda è delicatissima e sta incrinando i rapporto tra Via XX Settembre e Palazzo Chigi. Il premier-segretario spinge per un rinvio del decreto pensioni, dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato una parte della Legge Fornero, a dopo le elezioni regionali del 31 maggio. Il numero uno del dicastero dell'Economia, invece, pressato dall'Unione europea, vuole arrivare al varo del provvedimento in tempi brevi. Difficilmente dal Cdm di lunedì uscirà il dl, probabile una prima discussione generale e, al massimo, una sorta di linee guida su cui muoversi per applicare la sentenza della Consulta. Renzi sa perfettamente che i pensionati sono una parte importante del bacino elettorale del Pd, anche nelle Regioni e nei Comuni chiamati al voto. E siccome il governo dovrà scontentare molti non vuole che la notizia esca prima dell'apertura delle urne per evitare ripercussioni sui consensi del Partito Democratico.

Al contrario, Padoan ragiona da tecnico ed è costantemente pressato dalla Commissione Ue che vuole risposte in tempi celeri. Che fare dunque? Il braccio di ferro andrà avanti ancora per giorni e giorni, probabilmente, e lo scontro Economia-Palazzo Chigi è anche sul merito del decreto e non solo sui tempi. L'idea è quella di limitare l'impatto della sentenza a 3-4 miliardi di euro, rispetto ai quasi 17 dell'applicazione integrale della sentenza, ma non c'è identità di vedute su come reperire i fondi. Un miliardo e seicento milioni arriveranno dal tesoretto scoperto nel Def, e gli altri soldi? Renzi non vuole aumentare le tasse e spinge per un ulteriore taglio altri enti locali. Padoan teme che la finanza locale in questo modo possa esplodere, specie al Sud, e quindi preferirebbe un ritocco delle accise sui carburanti e delle imposte su bolli, tabacchi e gioco d'azzardo. Insomma, ancora una volta siamo di fronte a un braccio di ferro tra Padoan e Renzi. Il ministro dell'Economia, spiegano fonti Pd, potrebbe trovare un alleato nel Capo dello Stato. Rumor non confermati raccontano che Sergio Mattarella non avrebbe affatto gradito la volontà del premier di dilazionare i tempi e potrebbe fare pressione per trovare rapidamente una soluzione definitiva.

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