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Petrolio, Brent a 100,20 dollari al barile. Borse asiatiche ancora in negativo

I prezzi si stabilizzano ma le scorte di 400 milioni di barili rilasciate sono considerate insufficienti dagli analisti

Petrolio, Brent a 100,20 dollari al barile. Borse asiatiche ancora in negativo
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I prezzi del petrolio si sono stabilizzati oggi, dopo un’impennata di quasi il 10%, con il Brent che si è mantenuto intorno ai 100 dollari al barile. Intorno all’1:00 GMT, il prezzo del West Texas Intermediate (Wti), il benchmark statunitense, era in calo dello 0,27% a 95,47 dollari al barile, dopo un rialzo di circa l’1,6% nelle prime contrattazioni asiatiche. Anche il Brent, il benchmark globale, è sceso dello 0,27% a 100,20 dollari al barile. Ieri aveva chiuso sopra i 100 dollari.

Nel tentativo di allentare in qualche modo le tensioni sull’offerta, gli Stati Uniti hanno annunciato che avrebbero autorizzato temporaneamente la vendita di petrolio russo stoccato su navi. Prima di questa decisione, i mercati non si erano tranquillizzati per la decisione dei membri dell’Agenzia Internazionale dell’Energia di rilasciare un volume storicamente elevato di petrolio dalle riserve strategiche per mitigare la perdita di approvvigionamento di greggio dal Golfo. Questi 400 milioni di barili, prelevati dalle scorte di 32 paesi, costituiscono un cuscinetto temporaneo e sono considerati insufficienti dagli analisti. I soli Stati Uniti rilasceranno gradualmente 172 milioni di barili in 120 giorni.

Apertura e proseguimento in rosso per le borse asiatiche come conseguenza del caos sui mercati petroliferi per la guerra in Medio Oriente e nel Golfo e dopo il forte calo registrato a Wall Street nelle scorse ore. Apertura in forte a calo a Tokyo, con l’indice di riferimento Nikkei in calo dell’1,31% a 52.738 punti mentre il più ampio indice Topix perdeva lo 0,42%. A Seul, l’indice Kospi è in calo dell’1,86%, dopo aver perso oltre il 3% nelle prime fasi di contrattazione. Al contrario, Sydney era in rialzo dello 0,17%. Sul mercato valutario, il dollaro statunitense ha perso leggermente lo 0,16%, attestandosi a 159,08 yen, dopo essere stato fortemente penalizzato il giorno precedente dalle tensioni geopolitiche e dai timori inflazionistici.