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Economia
Pirelli, Tronchetti apre la porta ai russi che mettono 500 mln per il 13%

di Andrea Deugeni
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@andreadeugeni

Per alcuni è il primo step che si concluderà, direttamente e senza passare dal "Via" per usare il linguaggio del Monopoli, fra qualche anno con un altro marchio storico dell'eccellenza italiana che finirà nelle mani dei capitali stranieri. Questa volta russi, a marchio Rosneft, il colosso dell'energia controllato dall'oligarca Igor Sechin. Con Marco Tronchetti Provera, che a gennaio in un'intervista alla tedesca Faz ha confermato il 2017 come l'anno in cui lascerà la guida del gruppo degli pneumatici, pronto a godersi l'assegno a otto zeri che il gruppo moscovita gli staccherà per subentrare nella partecipazione di controllo di Pirelli.

Per altri, invece, è l'ennesima abile mossa del presidente e amministratore delegato della Pirelli per prendere più tempo (allungando la precedente scadenza del 2017 fissata da accordi con Intesa, UniCredit e Clessidra) e vedere un domani a chi meglio vendere. Sfruttando nel frattempo, l'aiutino-ponte (come fatto  un anno fa con i Malacalza grazie all'ingresso del fondo Clessidra) dei russi di Rosneft, un socio industriale in quella che secondo gli analisti di Intermonte "è una nuova fase della Pirelli". Azionisti già nella Saras dell'amico Massimo Moratti e con cui Tronchetti ha in essere una fruttuosa partnership in terra russa (uno dei più importanti mercati per la Bicocca) per sviluppare intese commerciali e nel settore della ricerca e sviluppo, in particolare nei materiali per la produzione di pneumatici e nella gomma sintetica.

Sono queste le due interpretazioni che circolavano stamane nel parterre di Borsa dopo che, a sorpresa, tramite una nota di Banca Intesa socio forte di Lauro61/Camfin (la scatola che controlla il 26,71% di Pirelli) desideroso di tornare al core business bancario, Marco Tronchetti Provera ha rivoluzionato nuovamente la composizione sociale della catena societaria che sta a monte del colosso tricolore degli pneumatici. 

UniCredit, Intesa e il fondo Clessidra di Claudio Sposito hanno raggiunto un accordo di massima con Rosneft che ha messo sul tavolo 500 milioni per la realizzazione di un'operazione a più tappe. Il primo passaggio è lo scioglimento della partnership in Lauro61/Camfin. Contestualmente, le due banche hanno reinvestito in una nuova partnership con un apposito veicolo, in cui  Rosneft avrà il 50% e il restante 50% sarà detenuto da una newco composta da Nuove Partecipazioni (80%) di Tronchetti Provera e, con una quota del 10% ciascuna, da Unicredit e Intesa.

L'obiettivo, in un'operazione che gli analisti di Mediobanca giudicano fortemente a favore di Tronchetti che rafforza così la propria presa sulla catena di controllo di Pirelli, ma riduce "significativamente" l'appeal speculativo sul titolo della Bicocca, è quello, fanno sapere le parti coinvolte, sviluppare le attività e il business di Pirelli, anche rafforzando la rete commerciale in Russia.

Ma con l'uscita di scena di Clessidra decade l'obbligo di valorizzazione delle quote dopo 4 anni, la preannunciata exit da Pirelli nel 2017 e un accordo che, sulla carta, dà più tempo a Tronchetti fino almento al 2019 (vale 5 anni). E' possibile ipotizzare che il gruppo russo, con questa mossa, si candidi a rilevare il controllo della società, anche se in base ai nuovi accordi il numero uno della Bicocca, Tronchetti Provera, non avrà più alcun obbligo di uscire dal gruppo italiano entro il 2017. Ci sarebbero così cinque anni per decidere del futuro del celebre marchio italiano.
 
Dopo l'annuncio dell'intesa, che valorizza le azioni Pirelli a 12 euro, il titolo della Bicocca ha accusato una flessione del 2% circa. La conferma, secondo alcuni operatori finanziari, che il deal abbia un valore strategico e, di riflesso, faccia cadere l'appeal speculativo sul titolo, oggetto nel recente passato di molti rumors (Opa di Goldman Sachs in primis). Molti avevano scommesso sulla contendibilità del gruppo italiano, contendibilità che nel parterre di Piazza Affari, con quel 26% nelle mani dei soci legati a Tronchetti di fatto non è venuta meno.

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