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Economia
Polegato ad Affaritaliani.it: la Cina resta un grande mercato


Di Andrea Deugeni

Mario Moretti Polegato, presidente dell'azienda calzaturiera Geox, intervistato da Affaritaliani.it al Forum Ambrosetti in corso a villa d'Este a Cernobbio, non teme il rallentamento delle economie emergenti, Cina in primis. "Nel medio e lungo periodo la Cina è e resta un grande mercato su cui puntare anche perché nelle parti del Paese dove l'azienda è presente, come Shanghai, i tassi di crescita continuano ad essere molto elevati", dice, sottolineando come "gli imprenditori devono continuare a credere nelle loro imprese e aggiustare day-by-day le proprie decisioni in relazione a ciò che accade". Promuove poi il governo Renzi e sulle tasse...

L'INTERVISTA

La Geox è una multinazionale italiana presente in 103 paesi del mondo: sta avvertendo il rallentamento delle economie emergenti, Cina in primis, denunciato da Fmi e Bce?
"No, nel medio e lungo periodo la Cina è e resta un grande mercato su cui puntare anche perché nelle parti del Paese dove l'azienda è presente, come Shanghai, i tassi di crescita continuano ad essere molto elevati. Anche in presenza di squilibri che impattano sull'economia mondiuale, noi imprenditori dobbiamo continuare a credere nelle nostre aziende e nel nostro Paese, aggiustando day-by-day le nostre decisioni in relazione a ciò che accade, perché purtroppo sulla congiuntura spesso impattano dei problemi su cui non possiamo assolutamente intervenire".

A cosa si riferisce in particolar modo?
"Al problema dei consumi in Cina, a quello dei flussi migratori e della volatilità dei tassi di cambio. Alla fine, noi imprenditori dobbiamo convivere con una situazione globale che purtroppo impiegherà degli anni per normalizzarsi. I fenomeni dei flussi migratori a cui tristemente stiamo assistendo oggi derivano in primis da squilibri economici: le persone fanno armi e bagagli per sfuggire da situazioni di povertà assoluta per andare in cerca di economie diverse. Le politiche italiana ed europea, quindi, sono fondamentali in questo momento per regolarizzare i flussi. Nonostante gli squilibri, Geox continua a crescere".

Stando alla dinamica della domanda interna, si aspettava in Italia un secondo trimestre di ripresa ancora fragile dopo la lunga recessione?
"Se per un attimo pensiamo da dove poco tempo fa il nostro Paese è partito, possiamo reputarci soddisfatti. Bisogna, però, che il governo Renzi continui a lavorare, a crescere e a dar fiducia".

Le piace l'attuale esecutivo? Da uno a dieci, che voto darebbe a Renzi?
"Questo governo ha un grande merito che è quello di aver ridato grande credibilità al sistema Italia all'estero, che era la prima cosa da mettere in cantiere. Ha fatto poi molte promesse e oggi, dobbiamo insistere e far sì che queste promesse si tramutino presto in provvedimenti concreti".

La soddisfa il Job Act che oggi ha completato il suo percorso con i decreti attuativi? Quanto è dovuto alla riforma Poletti il recupero del mercato del lavoro? E, soprattutto, questo recupero sarà stabile nel tempo oppure nel 2018, quando scadranno gli sgravi triennali della legge di Stabilità 2015, gli imprenditori si libereranno dei neo assunti?
"Salvaguardando i diritti dei lavoratori, l'Italia deve continuare a rinnovarsi anche nel mercato dell'occupazione e proseguire nella strada della flessibilità. Il lavoro dev'essere molto flessibile, altrimenti le nostre aziende non riusciranno mai ad esser competitive con quelle degli altri Paesi europei".

Riuscirà il premier Renzi a portare a termine entro il 2018 il super-piano fiscale da 35 miliardi di euro?
"Dobbiamo smettere di lamentarci. Ricordiamoci del deficit iniziale da cui l'Italia è partita e degli sforzi e dei sacrifici che tutte le categorie sociali, a malincuore, hanno sostenuto. Mi auguro che oggi, in maniera equa, il governo incominci davvero a ridurre la pressione fiscale sia sulle imprese sia sulle famiglie".

Come imprenditore, però, avrebbe gradito di più un'inversione della tempistica degli interventi con cui il governo ha programmato di voler operare su Ires-Irap, da un lato, con quelli su Tasi e Imu, dall'altro...
"In realtà, avremmo bisogno in primis che l'imposizione fiscale si riduca almeno al livello in cui viaggia negli altri Paesi europei per poter essere competitivi".

E quindi?
"Cambia poco che i tagli fiscali vengano trasferiti su una voce piuttosto che un'altra".
 

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