“Poste lavora a stretto contatto con Tim per realizzare sinergie di lungo periodo“. Lo dice l’ad di Poste Italiane Matteo Del Fante che di Tim ora ha una quota pari al 27,3 destinata a scendere dopo la conversione delle azioni di risparmio prevista per fine maggio, intorno al 20%. E dato che Tim nel 2027 prevede di distribuire circa 500 milioni di dividendi agli azionisti la quota spettante a Poste, primo azionista di Tim, dovrebbe essere di circa 100 milioni.
Le previsioni del gruppo Poste per il 2026 prevede ricavi in crescita, pari a 13,5 miliardi (13,1 nel 2025), che confermano una traiettoria stabile. Il risultato operativo (Ebit) adjusted nella guidance per il 2026 è superiore a 3,3 miliardi rispetto a 3,2 registrati nel 2025. L’utile netto (esclusa la partecipazione in Tim) nelle previsioni è pari a 2,3 miliardi rispetto ai 2,2 nel 2025. I dividendi che arriveranno da Tim rafforzeranno dunque anche quelli promessi da Poste che nel 2027 annuncia un payout superiore al 70% applicato all’utile netto. La società, che appartiene per quasi due terzi allo Stato italiano, ha aumentato il dividendo del 16% già quest’anno dove verranno distribuiti 1,6 miliardi di euro di dividendi, che equivalgono a un payout ratio del 73%.

