Poste-Tim, lo Stato manterrà una partecipazione superiore al 50%, garantendo stabilità e orientamento strategico di lungo periodo
Il Consiglio di Amministrazione di Poste Italiane S.p.A. (“Poste Italiane”), riunitosi in data odierna, sotto la presidenza di Silvia Maria Rovere, ha approvato il lancio di un’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria (l’“Offerta”) su Telecom Italia S.p.A. (“Telecom”). L’obiettivo dell’operazione è dare vita ad un unico Gruppo, integrando due delle più grandi e importanti realtà industriali italiane.
Il nuovo Gruppo rappresenterà la più grande piattaforma di infrastruttura connessa del Paese, un vero e proprio motore di innovazione, un polo di sicurezza infrastrutturale e tecnologica, pilastro strategico dell’economia nazionale in grado di generare valore per tutti gli azionisti e di contribuire in modo significativo alla crescita della produttività, alla competitività internazionale e alla capacità di attrarre investimenti.
L’operazione è perfettamente coerente con la strategia di lungo periodo di Poste Italiane, operatore sistemico abilitatore della trasformazione digitale del Paese, attivo nei servizi finanziari, assicurativi, logistica, telecomunicazioni e servizi digitali. Il modello di business di “società piattaforma”, basato sulla più ampia rete fisica e digitale d’Italia, trova nell’integrazione con TIM una naturale evoluzione, attraverso la convergenza di reti, cloud, edge-computing, dati e identità digitale.
La rilevante scala operativa, unita alla capillarità della rete distributiva e alla solidità della relazione con famiglie, imprese e Pubblica Amministrazione, rappresenta un elemento distintivo capace di sostenere la crescita e rafforzare l’efficacia commerciale, attraverso una creazione di valore che supera i confini tra i settori tradizionali con l’attuazione della convergenza tra mondo fisico e digitale.
L’operazione mira a potenziare la piattaforma di Poste Italiane aggiungendo tre asset significativi: una rete fissa e mobile nazionale, una posizione nelle infrastrutture cloud e data center e la capacità di offrire connettività sicura e sovrana.
Il Gruppo combinato si configurerebbe come una delle principali piattaforme integrate del Paese con ricavi aggregati di €26,9 miliardi, un EBIT di €4,8 miliardi e oltre 150.000 dipendenti. La decisione è stata resa nota ai sensi dell’art. 102 del TUF e del Regolamento Consob n. 11971/1999. L’Offerta è condizionata alle autorizzazioni regolamentari e alle condizioni indicate nella comunicazione odierna.
Il corrispettivo per gli azionisti TIM sarà composto da:
- una componente in denaro pari a €0,167 per azione;
- una componente in azioni Poste Italiane pari a 0,0218 azioni per ogni azione TIM.
Il valore complessivo è pari a €0,635 per azione, con un premio del 9,01% rispetto al prezzo del 20 marzo 2026. L’obiettivo è acquisire l’intero capitale sociale di TIM e procedere al delisting da Euronext Milan. Sotto il profilo industriale, l’operazione consentirebbe la creazione di un Gruppo con leadership nei principali settori, grazie alla complementarità di asset, competenze e base clienti. Il nuovo Gruppo beneficerebbe di una forte diversificazione dei ricavi tra connettività, servizi finanziari, assicurativi e logistica, migliorando la resilienza nella generazione di cassa. La combinazione permetterebbe inoltre di ottimizzare gli investimenti tecnologici, con benefici in termini di efficienza, time-to-market e capacità di investimento. L’integrazione contribuirebbe al rimodellamento del settore telecomunicazioni, creando un operatore con scala e capacità finanziaria adeguata a sostenere gli investimenti infrastrutturali. Rilevante anche la presenza internazionale, in particolare in Brasile, mercato caratterizzato da elevata redditività e generazione di cassa.
Elemento centrale è la piattaforma distributiva nazionale:
- circa 13.000 uffici postali
- oltre 4.000 punti vendita TIM
- 49.000 partner terzi
- più di 19 milioni di clienti digitali
L’App “P” rappresenta una piattaforma scalabile per integrare nuovi servizi, inclusi quelli di telecomunicazione.
Il nuovo Gruppo rafforzerebbe il ruolo di fornitore di riferimento per servizi tecnologici, finanziari e logistici, con competenze in cloud, dati, intelligenza artificiale, IoT e cyber-security. La governance, con maggioranza pubblica, garantirebbe stabilità e coerenza con i servizi di interesse generale, favorendo la sovranità digitale e lo sviluppo economico. L’operazione valorizzerebbe anche le risorse umane di TIM, inserendole in un contesto con programmi di formazione, welfare e sviluppo delle competenze. TIM presenta caratteristiche pienamente integrabili con Poste Italiane, con significative sinergie industriali e operative.
Le sinergie attese sono pari a circa €0,7 miliardi annui, di cui:
- €0,5 miliardi di sinergie di costo
- oltre €0,2 miliardi di sinergie di ricavo
Tempistiche:
- sinergie di costo entro 2 anni
- sinergie di ricavo entro 3 anni
Le sinergie di ricavo derivano da cross-selling, up-selling e data analytics. Quelle di costo da ottimizzazione IT, procurement e struttura finanziaria. Gli oneri una tantum sono stimati in €0,7 miliardi. Poste Italiane prevede un impatto positivo sull’utile per azione dal 2027 e un effetto neutrale sul dividendo 2026. Le sinergie consentiranno anche la valorizzazione delle imposte anticipate di TIM (€982 milioni). Dopo l’operazione, il Gruppo manterrà una struttura finanziaria solida con rating investment grade. Gli azionisti TIM potranno partecipare alla creazione di valore detenendo azioni Poste Italiane. Il flottante sarà superiore a €15 miliardi, con una base azionaria ampia e qualificata. Lo Stato Italiano manterrà una partecipazione superiore al 50%, garantendo stabilità e orientamento strategico di lungo periodo. Il perfezionamento dell’Offerta è previsto entro la fine del 2026.

