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Economia
"Pronto il piano smart city". Il sottosegretario Vicari ad Affari

"Questo governo ha adottato varie misure per lo sviluppo, anche se occorre tempo prima che i cittadini ne possano vedere i risultati sulla loro vita reale, considerato che siamo partiti dalla condizione di un malato terminale. Abbiamo attraversato dieci anni di crisi terribile, ma non solo: serve anche un cambio di mentalità da parte dei cittadini. Perché noi vogliamo correre, ma poi c'è un problema di gestione di vita quotidiana. La politica cambia e si rigenera, ma la burocrazia...". Questa l'analisi di Simona Vicari, sottosegretario allo sviluppo economico, intervenuta al Festival del Lavoro di Palermo e intervistata dal direttore di Affaritaliani.it Angelo Maria Perrino.

"Questo atteggiamento culturale immobilista, diffuso nella burocrazia territoriale, è un'enorme palla al piede - riflette Vicari -. Un altro aspetto da cambiare è la concezione della nostra economia, che non va più ritenuta di tipo monetario. Un'economia innovativa si deve basare sulla conoscenza legata al territorio, alla qualità, alla meritocrazia. Se comprendiamo questo, il Paese ce la farà. Ma è un problema di modello culturale. Quante aziende fanno formazione al Sud? Nessuna. Quante al Nord investono nella formazione? Tante. Per fare un esempio, Federlegno: il distretto del mobile in Brianza ha resistito alla crisi grazie all'80% di export e ha messo in piedi un sistema virtuoso di formazione per chi esce dalla scuola media o superiore, anche grazie ai finanziamenti europei".

Tra i progetti del governo Renzi, la banda larga, che si è "spostata a settembre per partire meglio", e il piano smart city, pronto per essere lanciato: "Oltre ad essere più veloci, questo darà la possibilità ai sindaci di ridisegnare il tessuto della propria città. Sono tanti gli elementi che possono creare economia, ma, ancora una volta, occorrono passione, determinazione e sacrifici".

Tornando alla metaforia iniziale dell'Italia come malato terminale, "siamo usciti dalla rianimazione, ma non dall'ospedale - conclude Vicari - , perché gli effetti sui cittadini ancora non sono arrivati come dovrebbero. C'è un inizio al Nord, mentre al Sud occorre ancora tempo. Spero che questo scollamento tra il governo e chi deve percepire gli effetti si accorci sempre di più. Confido anche nell'intelligenza degli italiani che non devono credere nella demagogia, ma farsi un'idea guardando con i loro occhi".

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