Ryanair bacchetta la Sardegna. Una tassa blocca il piano di rilancio
Scontro tra Ryanair e la Regione Sardegna a causa di una tassa che la compagnia aerea definisce “inutile” e “regressiva”. Nel piano operativi di Rayanair in vista dell’estate 2026, viene sottolineato che “la Sardegna non vedrà una crescita significativa, nonostante una forte domanda e che si punterà invece su Abruzzo, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Sicilia e, Emilia Romagna. Tutto messo nero su bianco in una nota che la compagnia aerea ha diffuso evidenziando il braccio di ferro con la Regione.
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“Il traffico nell’isola – si legge nel comunicato – resterà piatto rispetto all’estate 2025 dal momento che in Sardegna si continua ad imporre la regressiva addizionale municipale, una tassa che penalizza i passeggeri, danneggia il turismo locale e l’occupazione e limita la connettività a tariffe basse verso destinazioni italiane ed europee per i cittadini sardi“.
“L’eliminazione di questa tassa regressiva – dichiara Fabrizio Francioni, head of communications Italy Ryanair – permetterebbe infatti a Ryanair di realizzare il suo ambizioso piano di crescita per la Sardegna che include 2 milioni di passeggeri aggiuntivi all’anno (crescita del 40%), 4 nuovi aerei (investimento da 400 milioni di dollari), una nuova base nel Nord Sardegna creando oltre 900 posti di lavoro, e nuove rotte domestiche e non domestiche da e per mercati chiave come Germania, Francia, Regno Unito e i Paesi nordici”.

