Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Economia » Sanità, firmato il contratto dei medici: buone notizie per i dipendenti, quanto peserà di più la busta paga

Sanità, firmato il contratto dei medici: buone notizie per i dipendenti, quanto peserà di più la busta paga

Accordo definitivo all’Aran per il triennio 2022-2024. Aumenti medi del 7,27% per 137mila dirigenti. La Cgil non firma.

Sanità, firmato il contratto dei medici: buone notizie per i dipendenti, quanto peserà di più la busta paga

Firmato oggi all’ARAN il contratto dell’Area Dirigenza Sanità per il triennio 2022-2024. Dopo la certificazione della Corte dei conti, l’Agenzia ha sottoscritto in via definitiva l’intesa con le organizzazioni sindacali. I medici riceveranno già da marzo un aumento medio di circa 491 euro lordi mensili per tredici mensilità, in parte destinati all’incremento dello stipendio tabellare. Le risorse stanziate ammontano a 1,2 miliardi di euro e garantiscono un incremento medio complessivo del 7,27%. Per il Servizio Sanitario Nazionale si chiude così il rinnovo contrattuale che riguarda circa 137mila dirigenti: 120mila medici e 17mila dirigenti sanitari non medici. L’ipotesi di contratto era stata siglata lo scorso 18 novembre senza l’adesione della Fp Cgil medici e della Fassid. Con la firma definitiva resta solo il no della Cgil, mentre Fassid ha sottoscritto il contratto.

“Non abbiamo sottoscritto a novembre l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto 2022/2024 dei Dirigenti medici, Veterinari e Sanitari e non firmiamo oggi il definitivo perchè non ci sono le condizioni sindacali minime economiche e normative. Rimane un contratto definanziato di ben 580 euro lordi rispetto all’inflazione del triennio, che non introduce nulla di normativo e che peggiora le sperequazioni a danno dei Dirigenti Sanitari e delle Professioni Sanitarie”. Lo afferma Andrea Filippi, Segretario Nazionale Fp Cgil medici e Dirigenti SSN che ribadisce il no alla sottoscrizione del contratto 2022/2024 anche per i Dirigenti del Ssn.

“Il Ssn – prosegue – sta vivendo la peggiore fase storica da quando è stato istituito, il definanziamento tocca punte al ribasso mai raggiunte rispetto al Pil, manca personale su tutto il territorio nazionale, le retribuzioni sono le più basse d’Europa, le condizioni di lavoro dei professionisti e la qualità dei servizi peggiorano ogni giorno, ormai quotidiane le aggressioni contro gli operatori da parte di cittadini estenuati dalle liste di attesa, i concorsi vanno deserti perché il Ssn a queste condizioni non può più essere attrattivo e inarrestabile è la fuga dei professionisti verso l’estero o verso il privato. Di fronte a questo scenario desolante come Organizzazione sindacale sentiamo il dovere di opporci allo smantellamento dell’offerta di salute pubblica che questo Governo sta perpetrando a partire dal definanziamento del Contratto”. “Inaccettabile poi che a fronte di un aumento mortificante di 90 euro lordi sul tabellare che purtroppo troveremo in busta paga a marzo/aprile rispetto a quanto già percepito, si sia deciso di congelare fino al prossimo contratto le risorse già finanziate per l’aumento dell’indennità di specificità. Circa 300 euro lordi in più al mese che a tutt’oggi mancano per i dirigenti sanitari e delle professioni sanitarie”.

LEGGI LE NOTIZIE DEL CANALE ECONOMIA