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Economia
Giovanni Tamburi presto il dominus di Ovs. Le scommesse del re Mida di Borsa

Che Giovanni Tamburi sia un banchiere col fiuto per gli affari è evidente dall’andamento del titolo Tip (Tamburi investment partners), capace tra accelerazioni e frenate di veder sestuplicate le quotazioni del proprio titolo in borsa negli ultimi 10 anni, ovvero di più che triplicare il capitale di chi investì nell’Ipo dei Tip nel febbraio del 2005.

Lo testimonia anche il lungo elenco di investimenti di successo come quelli in Moncler, Ferrari, Prysmian, Amplifon, piuttosto che Fca, Be Think, Solve Execute e Interpump solo per citare le società quotate a Piazza Affari presenti nel portafoglio della banca d’affari insieme ad altri due titoli europei (Hugo Boss e Roche Bobois). L’elenco, come ovvio che sia, varia nel corso degli anni in base al succedersi di disinvestimenti e nuovi investimenti, tra questi in particolare a breve potrebbe essere annunciato un rafforzamento della presenza in Ovs.

Tip, che della società del Gruppo Coin (controllato a sua volta dai fondi gestiti da Bc Partners) ha già il 3,08%, ha infatti ufficializzato negoziazioni in corso aventi ad oggetto la potenziale acquisizione di una ulteriore quota del 17,835%. Se le trattative andranno in porto Tamburi diverrebbe dunque l’azionista di riferimento di Ovs con una quota di poco superiore al 20,84%, staccando Azimut che attraverso Az Fund Management è attualmente socia in Ovs col 5,95% circa.

La notizia dell’interesse da parte di Tamburi a subentrare a Bc Partners ha subito impresso un’accelerazione alle quotazioni di Ovs, in rialzo di quasi 6 punti percentuali oggi in borsa a Milano, dopo il +13,7% già segnato nelle precedenti cinque sedute di borsa. Anche così Tip, pure ipotizzando un premio rispetto agli attuali prezzi di borsa di un 10%-15%, entrerebbe a prezzi assolutamente da saldo, visto che dopo le numerose vicissitudini attraversate in questi ultimi anni la società guidata da Stefano Beraldo quota ad un livello inferiore di circa il 70% rispetto a quello di soli dodici mesi or sono.

Il mercato sembra peraltro scommettere decisamente sul “turnaround” di Ovs: anche agli attuali livelli (1,56 euro) il titolo rispetto al minimo storico toccato il 14 dicembre scorso (0,65 euro) ha già guadagnato il 138% rispetto all’attuale quotazione. Minimi storici che avevamo destato l’interesse proprio di Tip: la merchant bank aveva annunciato ufficialmente di aver superato la soglia del 3% nel capitale della società il 18 dicembre scorso.

Ad aver pesato sul titolo erano stati, pochi giorni prima, i risultati dei primi nove mesi dell’esercizio 2018/2019 (Ovs chiude il bilancio il 31 gennaio) con ricavi netti pari a poco più di un miliardo di euro, rispetto agli 1,02 miliardi realizzati nello stesso periodo dell’esercizio precedente, complice una stagione autunnale caratterizzata da clima particolarmente mite che aveva rallentato la vendita dei nuovi capi, una marginalità scesa dal 13,5% a 10,3%, anche per effetto delle azioni di promozione per lo smaltimento delle giacenze legate a Sempione Fashion e con un utile ante imposte rettificato calato a 51,2 milioni (dai 91,5 milioni dei primi 9 mesi di un anno prima).

Eventi almeno in parte di carattere eccezionale e che dovrebbero gradualmente lasciar spazio a qualche segnale di recupero a seguito delle azioni intraprese dal management, che peraltro aveva messo le mani aventi avvertendo che non sarebbe stato possibile recuperare negli ultimi tre mesi dell’esercizio le performance perse nel terzo trimestre. Vista però il “fiuto” di Giovanni Tamburi c’è da scommettere che in Tip si ritenga possibile un esito positivo del tentativo in corso di turnaround societario.

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