Correttamente l’Antitrust a inizio settembre 2025 ritenne che l’operazione di concentrazione volta a far acquisire da Poste Italiane il controllo esclusivo di Tim non costituisse una concentrazione vietata. L’ha deciso il Tar del Lazio respingendo un ricorso con il quale Iliad Italia sollecitava l’annullamento del provvedimento del 3 settembre 2025 con il quale l’Autorità ha deliberato di non avviare alcuna istruttoria relativamente all’operazione di concentrazione.
La società telefonica lamentava l’irragionevolezza del provvedimento dell’Autorità nella misura in cui non sarebbero ravvisati significativi rischi concorrenziali. Il Tar ha invece ritenuto che “l’atto gravato sia frutto di una ponderata spendita del potere tecnico-discrezionale dell’Autorità e non presenti i profili di illogicità e travisamento denunciati dalla parte ricorrente”. Anche le censure esposte da Iliad con riferimento agli effetti verticali della concentrazione sono state disattese “risultando una valutazione dell’Autorità ragionevolmente fondata sui dati istruttori emersi nel corso del procedimento”.
Da ultimo “il Collegio reputa di dover respingere anche le contestazioni svolte in ricorso con riguardo ad una dedotta mancata considerazione degli effetti conglomerali dell’operazione. L’Autorità ha infatti congruamente valutato che a seguito dell’operazione de qua il nuovo soggetto avrebbe potuto offrire sul mercato una gamma di prodotti e servizi tra loro distinti”. Alla luce di tutto quanto esposto in sentenza, secondo il Tar “il giudizio reso dall’Autorità non presenta profili di illogicità o abnormità manifeste, né di travisamento dei dati acquisiti e resiste al sindacato del giudice amministrativo“.

