Sorpresona di Pasqua diPoste, maggior azionista con il 27% del capitale sociale, alla sua controllata Tim. La società guidata da Matteo Del Fante ha infatti deciso, con il beneplacito del governo dato che Poste è controllata al 64% dal Ministero dell’economia (Mef) e da Cdp, di lanciare un’Opa totalitaria su Tim del valore di 10,8 miliardi di euro per la costituzione di un gruppo industriale integrato.
L’offerta è di 0,0218 azioni ordinarie di Poste di nuova emissione e una componente in contanti pari a 0,167 euro per ogni azione Tim conferita. Si tratta, recita il comunicato, di una valorizzazione pari a 0,635 euro per azione con un premio del 9,01% rispetto ai corsi di venerdì scorso. Pertanto, per ogni 5mila azioni Tim portate in adesione saranno corrisposte 109 azioni ordinarie di Poste di nuova emissione e 835 euro. E dunque, dopo la privatizzazione non brillante del 1997, TELECOM ITALIA (ex Sip, ossia la società monopolista delle tlc in Italia) torna nelle mani dello Stato che avrà oltre il 50% della nuova società combinata con Poste, tornando alle origini Poste e Telecomunicazioni.
Notevoli, dice il comunicato, le sinergie tra i due gruppi che Poste stima in 700 milioni all’anno a regime ossia entro tre anni dal completamento dell’offerta. Poste spiega che il nuovo gruppo “rappresenterà la più grande piattaforma di infrastruttura connessa del Paese, un vero e proprio motore di innovazione, un polo di sicurezza infrastrutturale e tecnologica, pilastro strategico dell’economia nazionale in grado di generare valore per tutti gli azionisti e di contribuire in modo significativo alla crescita della produttività del sistema industriale, alla competitività internazionale del Paese e alla capacità di attrarre investimenti”.
Il Gruppo combinato avrà ricavi aggregati pari a circa 26,9 miliardi, un EBIT aggregato pro-forma pari a circa 4,8 miliardi e oltre 150 mila dipendenti. Ovviamente TELECOM ITALIA verrebbe tolta dal listino milanese, dove è presente da oltre 30 anni, per confluire in Poste.
Un elemento centrale dell’operazione è rappresentato dalla piattaforma distributiva nazionale di Poste Italiane, che combinerebbe una rete fisica estremamente capillare, costituita da quasi 13mila uffici postali, con gli oltre 4mila punti vendita TIM e una rete di oltre 49mila partner terzi, con una base di oltre 19 milioni di clienti digitali attivi, facendo leva sulla App di Poste Italiane che ha oltre 4 milioni di utenti attivi giornalieri, ed è stata concepita come piattaforma scalabile per l’integrazione rapida di nuovi prodotti e servizi, inclusi quelli di telecomunicazione di Tim. L’Offerta, il cui perfezionamento è atteso entro la fine del 2026, è condizionata all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni regolamentari.

