L’Ue ha dato il via libera a Retelit e al Ministero delle Finanze all’acquisizione di Sparkle. Lo si apprende dal registro delle operazioni dell’Antitrust europeo che cita l’articolo 6(1)(b) del Regolamento CE n. 139/2004 (sulle acquisizioni, ndr) in base al quale “qualora constati che la concentrazione notificata, pur rientrando nell’ambito di applicazione del presente regolamento, non solleva seri dubbi circa la sua compatibilità con il mercato comune, decide di non opporsi e dichiara che essa è compatibile con il mercato comune”.
Retelit e il Mef avevano notificato, per la terza volta, l’operazione a marzo e la Commissione aveva fissato la dead line per il pronunciamento entro il 10 aprile. Un primo tentativo era stato effettuato il 10 novembre con una procedura semplificata, in base alla quale l’autorità di regolamentazione ha condotto un controllo della concorrenza più superficiale, ed è stato ritirato un mese dopo. Un secondo tentativo, secondo la procedura standard, è stato effettuato il 12 dicembre ed è stato ritirato a gennaio.
Tim Italia prevede che la transazione si concluda nel secondo trimestre del 2026, subordinatamente anche all’approvazione da parte degli Stati Uniti (in ritardo per lo shutdown del governo Trump). Al closing è legato il buyback, la strada scelta dal gruppo guidato da Pietro Labriola per la remunerazione degli azionisti per quest’anno: un riacquisto di azioni proprie pari al 50% dei ricavi della cessione di Sparkle, fino a 400 milioni.

