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Economia
Draghi non fa ripartire il mercato dell'oro: ecco perché. L'analisi

Di Nevine Pollini, Senior Analyst Commodities di Union Bancaire Privée – UBP
 
Nell’ultima settimana il prezzo dell’oro è rimasto all’interno di un range ristretto, nonostante il supporto fornito dall’estremo tentativo della Banca centrale europea di ravvivare l’economia dell’Eurozona mediante l’avvio di un aggressivo programma di stimolo. Questo include, tra le altre cose, il taglio non soltanto del tasso di interesse di riferimento (dallo 0,25% allo 0,15%) ma anche del tasso overnight sui depositi, portato per la prima volta nella storia a un valore negativo.
Due tendenze, opposte, si trovano ora a coesistere: da una parte, questa posizione altamente accomodante ha avuto inizialmente un impatto positivo sull’oro (salito dello 0,78% nel giorno dell’annuncio), sostenuto dalla prospettiva di un aumento della liquidità nell’area Euro e dal fatto che  tassi di interesse persino più bassi non penalizzeranno il mantenimento in portafoglio di asset che non producono rendimenti.
D’altra parte, la reazione positiva non è durata a lungo, poiché la maggior parte delle misure era già ampiamente attesa.

L’iniezione di liquidità nel sistema finanziario europeo, inoltre, avrà un effetto di indebolimento dell’euro, cosicché l’oro, quotato in dollari, diverrà più costoso per i possessori di euro, con  un potenziale calo del prezzo del metallo giallo.

Oltretutto la forza dei mercati azionari, l’apprezzamento del dollaro, il tapering in corso sul terzo programma di allentamento quantitativo della Federal Reserve e la convinzione che la stessa Fed potrebbe incrementare i tassi di interesse prima del previsto - nonostante la presidente Yellen abbia detto il mese scorso che “non ci sia una data prestabilita per quando ciò avverrà” - hanno ridotto in questo periodo l’attrattività dell’oro.
Anche la bassa domanda fisica sta colpendo il metallo prezioso. Ha rallentato il mercato della Cina, il principale acquirente di oro al mondo, a causa del deprezzamento dello yuan, così come ha rallentato il mercato indiano, dove le restrizioni alle importazioni non sono state eliminate o, almeno, ridotte, a differenza dei rumor circolati prima delle elezioni presidenziali. Se il nuovo governo ridurrà i dazi sulle importazioni, questo potrà supportare senza dubbio  le quotazioni dell’oro.
 
Su base tecnica, l’oro sembra scambiare con una tendenza laterale, aggirandosi attorno al livello di 1,250-1,255 dollari l’oncia, e non sembra in grado di rompere tale livello.
 

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