Unicredit, la politica di remunerazione divide i grandi investitori
Andrea Orcel, amministratore delegato di Unicredit, che oggi tiene l’assemblea straordinaria dei soci per l’aumento di capitale con target Commerzbank, è senza dubbio un grande banchiere ma il suo stipendio e il suo bonus continuano a piacere poco a molti grandi investitori istituzionali. Lo si scopre leggendo il verbale appena depositato dell’assemblea degli azionisti della banca di Piazza Gae Aulenti dello scorso 31 marzo, quando i soci hanno votato i punti 5 e 6 all’ordine del giorno che contenevano la politica di remunerazione prevista per il consiglio d’amministrazione, il collegio sindacale e i top manager per l’anno in corso (5) le remunerazioni erogate lo scorso anno (6).
Entrambi i punti sono stati approvati: il punto 5 da soci rappresentanti il 60,9% del capitale (il 93% di quello presente in assemblea) e il 6 da solo il 42% del capitale (64,5% di quello presente) mentre i contrari nel primo caso sono stati il 4,1% del capitale (il 6,3% di quello presente) e per il punto 6 ben il 22,7% pari al 34,3% del capitale presente. Fra i contrari grandi fondi internazionali come quelli di Aviva, Axa, Bnp Paribas, Bridgewater, Candriam, Dws, Fidelity, Invesco, Legal and General, Marshall Wace, Mercer, Neuberger Berman, Nordea, Pimco, Putnam, Russell, Schroder, Scottish Widows, State Street, Ubs, Universal Investment e Zurich. Contrari anche i gestori italiani di Arca e Sella. Orcel per il 2025 ha incassato 16,5 milioni di euro fra stipendio e bonus.

