Economia
Walmart ora vale mille miliardi e sfida le Bigh Tech: negozi fisici, consegne lampo e maxi investimenti in arrivo
1 dollaro su 4 della spesa alimentare statunitense passa dai suoi negozi: la combinazione di fisico e digitale guida il boom

Il sorpasso di Walmart: +468% in Borsa in dieci anni, ora sfida Amazon con mega store e delivery lampo
Walmart, la prima catena di grandi magazzini Usa, vale ora un trilione di dollari, ossia mille miliardi. La società ha spostato all’inizio di gennaio la quotazione dei suoi titoli al Nasdaq e ora compete, per capitalizzazione, con i giganti Big Tech. Un exploit notevole, secondo gli analisti, per una società “old econonomy” fondata nel 1964 e quotata dal 1972. Certo, Walmart è rimasta indietro sull’e-commerce rispetto ad Amazon, ma ha deciso di investire dal 2020 miliardi sull’AI e sul servizio di consegna rapida in un’ora, restando così leader nel settore dei generi alimentari. Basti pensare che 1 dollaro su quattro spesi dagli americani in questo mercato va a Walmart.
L’azienda è riuscita ad attrarre contemporaneamente i clienti con reddito più elevato, che cercano valore ma anche convenienza e a mantenere la sua base di acquirenti con reddito basso. Il titolo ha registrato un'impennata del 468% nell'ultimo decennio, superando il guadagno del 264% dello S&P 500, grazie a questa strategia che i concorrenti hanno faticato a replicare. Anche Amazon è in allarme: ora vuole realizzare mega-negozi simili a quelli dell’agguerrito concorrente, smantellando la sua catena di piccoli punti vendita come Amazon Frescheggi e Go e puntando su un megastore di 225mila metri quadrati fuori Chicago, il primo in assoluto, destinato a competere con Walmart. Il negozio venderà prodotti, beni di prima necessità per la casa e merci generiche, fungendo anche da centro di distribuzione per le consegne in giornata.
I mega store
Walmart, ovviamente, sul fronte dei mega store è in grande vantaggio e dal 2020 sta lavorando per colmare il gap nell'e-commerce, introducendo il suo programma fedeltà Walmart+, che, secondo Morgan Stanley, ora conta 26,5 milioni di iscritti con vendite online in crescita del 28% nell'ultimo trimestre rispetto al periodo precedente. Il vantaggio deriva proprio da una massiccia presenza fisica di 4.600 negozi che soddisfano gli ordini di ritiro e di consegne in giornata. L’azienda ha spiegato che il 90% degli statunitensi vive entro 10 miglia (ossia 16,1 chilometri) da uno dei suoi negozi. Il che aiuta il rivenditore a risparmiare sui costi di consegna.
Amazon aveva puntato già dal 2016 sui piccoli negozi fisici aprendo il primo Amazon Go nel 2016. Poi è arrivata l'acquisizione della catena Whole Foods per 13,7 miliardi di dollari nel 2017 e l'introduzione di Amazon Fresh nell’online nel 2020. Ora solo la catena Whole Foods sembra destinata a sopravvivere alla riorganizzazione. "Walmart è in realtà cinque negozi in uno e il suo boom è dovuto alla vendita al dettaglio di prodotti alimentari. Mi aspetto che si avvicini a una capitalizzazione di mercato di 2mila miliardi di dollari nei prossimi anni", ha spiegato l' investitore Louis Navellier, che detiene azioni Walmart da quasi due anni.
Ora la società si aggiunge alla lista di quelle valutate 1.000 miliardi di dollari o più, ossia come tutta la Borsa di Milano. Tra queste figurano pesi massimi come Nvidia (4.500 miliardi), Alphabet (4.100 miliardi), Apple (3.900 miliardi), Microsoft (3.100 miliardi), Amazon (2.600 miliardi), Meta (1.800 miliardi), Broadcom (1.600 miliardi), Tesla (1.600 miliardi) e Berkshire Hathaway che però è un fondo di investimento che vale 1.000 miliardi.
