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Spettacoli
Claudia Rizzo ci “invita al viaggio” nella sua Sicilia con Senza Sciatu
Claudia Rizzo (Foto di Danilo Sguali)

Il viaggio di Claudia Rizzo nella sua Sicilia con Senza Sciatu

Claudia Rizzo, attrice e cantautrice siciliana, con il suo progetto musicale, ci accompagna in un viaggio in una Sicilia senza tempo, sotto un cielo caleidoscopico di suoni e colori, dove Senza Sciatu (suoi testo e musica, con la collaborazione per le musiche e gli arrangiamenti di Tom Sinatra) e il suo video filmico diretto da Andrea Tedesco, rappresentano un ennesimo capitolo dell’ultimo album Radici di un mare aperto, dove ci guida alla scoperta di nuove geografie attraverso luoghi non da attraversare ma che ci attraversano.

Claudia interpreta sé stessa su di un brano che ricorda atmosfere gitane e balcaniche, rappresentando la parte più passionale e atavica delle nostre radici. Il suo sguardo intenso e profondo ci conduce attraverso paesaggi meravigliosi e diversi, in un viaggio emozionale dove l’inconscio irrompe mostrandoci la parte più autentica di noi, quella che spesso rimane in ombra ma che, se svelata, regala nuova linfa e rinnovate energie. Eclettica e poliedrica ha portato in scena nella Valle dei Templi di Agrigento lo spettacolo tratto da Radici di un mare aperto ed alcuni brani dell’album, sono stati proposti al Taormina film fest 2022 per la serata del 1° luglio nella suggestiva cornice del Teatro Antico di Taormina.

Claudia Rizzo presenta Senza Sciatu. L'intervista

Claudia, il tuo progetto è il risultato di una ricerca artistica dove scegli di cantare in siciliano, oltreché in italiano. Ce ne parli?
La ricerca artistica per me passa proprio dallo scegliere di cantare in siciliano, lasciando libera la mia istintività, senza imbrigliarla cercando di tradurre forzatamente ciò che sento. La sfida è di far arrivare un po' di questa sicilianità al di fuori dell’isola, perché non è solo folklore, ma molto di più. C’è una poeticità insita nell’idioma siciliano, un aspetto che spesso non viene colto e che invece meriterebbe di “passare lo stretto” verso la terra ferma. Senza Sciatu è parte dell’album Radici di un mare aperto, un ennesimo capitolo di questo incredibile viaggio nella tua Sicilia. Un testo che alterna l’italiano al siciliano. Di che cosa parla? È una storia d’amore passionale, non sempre corrisposta e tormentata, tra l’inconscio e la parte più razionale di noi che attratti dalla nostra ombra, lottiamo per irradiare la nostra luce in una continua ricerca che ci lascia Senza Sciatu. La più bella storia d’amore è quella con noi stessi e la nostra capacità di sviluppare un’intelligenza emotiva e creativa sono parte integrante di questa ricerca.

Claudia Rizzo (Foto di Danilo Sguali) senza sciatu DIC22 19Claudia Rizzo (Foto di Danilo Sguali)
 

Il videoclip di Senza Sciatu è filmico, girato con attenzione con una sceneggiatura importante che si sviluppa attraverso luoghi bellissimi. Ce lo racconti?
Il video un po' felliniano, si svolge in un ambiente barocco, con personaggi strani che mi indicano dove andare, in una visione quasi pirandelliana. Cosa fare? Combattuta vago e in un bosco sotto la pioggia, che sembra essere incantato, la madre terra, i gitani che suonano, mi spingono a ritrovare una dimensione personale. È questa che fa stare bene in qualunque contesto, al di là di qualunque forzatura. Il lieto fine sarà una danza catarchica, un ritorno alle origini per fare pace con sé stessi. Il videoclip è teatrale e porta in scena un racconto, una storia. La Sicilia è una suggestione, è tornare alle radici, all’idioma, che ci scuote nel profondo.

La sicilianità cos’è per te?
È una sorta di conflitto, sono radici inconsce che determinano le mie scelte. Rimango senza fiato in questa lotta continua per esprimere me stessa liberamente, una lotta che mi lascia un po' stordita. Nel video, infatti, c’è un gruppo di gitani che per me rappresenta l’arte con la sua autenticità. Anche io ho abiti che ricordano la tradizione siciliana, tra il folk e il gitano a sottolineare l’importanza di potersi esprimere liberamente.

Un lavoro importante che ti lascia letteralmente senza fiato?
Un groviglio di emozioni, qualcosa di privato che però senti di dover di condividere. È necessario esorcizzare la paura, per questo viaggio catartico dentro di me che avevo l’esigenza di lasciare agli altri. Mi sento un po' svuotata: il video ha aperto dei canali energetici importanti. Una passione vera, viscerale che non può non scavarmi dentro.

Il video ed il brano sono godibili, anche per chi non conosce il siciliano, grazie ai sottotitoli. Una scelta difficile?
Sono contenta dopo un po' di titubanza, di aver utilizzato i sottotitoli con la traduzione che diventa davvero la possibilità di far arrivare la valenza poetica del siciliano a tutti. Riguardandolo mi sono accorta che era molto più comprensibile e non mortifica il testo anzi lo integra, rendendolo più fluido e godibile.

Un video davvero molto bello, frutto del lavoro e dell’impegno di un gruppo coeso e appassionato…
Sì, un bel percorso con persone che hanno creduto davvero in questo progetto. Abbiamo studiato il soggetto, ricercato i luoghi che potessero parlare di questa Sicilia, profonda e misteriosa, accomunati da un senso di appartenenza forte che tocca le corde dell’inconscio. Abbiamo lavorato sotto la pioggia, costruito nella palude un piccolo ponte, abbiamo ballato sotto la pioggia accettando di girare a prescindere dal tempo. Un atto di coraggio da parte di tutti che mostra la passione allo stato puro. Fare squadra, in una Sicilia che non sempre è così immediata, pronta, è stato davvero molto bello. A Palazzolo il sindaco ci ha dato una grande mano e ci siamo sentiti accolti da tutti, anche questo rimarrà nel nostro bagaglio esperienziale che ci stimolerà a fare ancora di più.

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