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Spettacoli
David Bowie, le volte che mancava il pubblico al concerto...
Si sono dati appuntamento a centinaia nel pomeriggio di domenica 17 gennaio alle colonne di san Lorenzo per l'ultimo saluto al Duca Bianco: numerosi i fan di David Bowie che hanno preso parte al flash mob "David Bowie is for Ever and Ever", che gli organizzatori hanno definito "Un omaggio a un artista immensamente grande che con la sua arte ha lasciato un segno indelebile nella cultura della musica mondiale". (foto dalla pagina facebook dell'evento "David Bowie is for Ever and Ever")

di Paola Serristori

"Blackstar" è balzato primo nelle vendite negli Usa. L'ultimo album di David Bowie onora il ricordo del grande artista raccogliendo un nuovo successo. Nelle ore, giorni, successivi alla notizia della sua morte, si sono moltiplicati gli omaggi e le "rivelazioni" sul personaggio tanto eccentrico sulla scena professionale, quanto dell'uomo riservato nella vita privata. Come spesso capita ai grandi, dotati di un autentico talento. Nel corso della sua vita è stato profondamente legato a pochi affetti e luoghi. Uno di questi è Parigi, dove aveva un solido rapporto coi musicisti ed i manager che lo hanno accompagnato in tournée nelle molte date in grandi e piccoli teatri. Alain Lahana ha incontrato David Bowie nel 1989 e da allora ha organizzato i concerti del Duca Bianco, mantenendo con lui un rapporto di amicizia e fiducia.

"I musicisti non sapevano quanto grave fosse la condizione della sua salute, solo lo stretto entourage, una decina di persone al massimo.Chi ha lavorato all'ultimo album, 'Blackstar', dice che cantava con una voce ed un'energia incredibile", racconta durante la serata parigina già programmata da tempo per celebrare l'artista e caduta ora in calendario al momento della scomparsa. Ne esce fuori un ritratto a tutto tondo. Bowie amava l'arte in tutte le sue forme: "A Parigi avrà visitato 3-4 volte il museo Rodin, poiché era appassionato di scultura. Andava da solo, in auto con l'autista, o addirittura a piedi". Anche al Louvre avrebbe voluto passare inosservato ed aveva chiesto a Lahana qual era il modo migliore per visitare il museo in tranquillità. "Ho telefonata al ministro francese della Cultura - prosegue Lahana - che a quel tempo era Jack Lang, ovviamente d'accordo. Poi mi ha richiamato offrendosi di fare da guida a Bowie durante il percorso all'interno del museo. Non si poteva dire di no al ministro, ma era intuibile che la tranquillità richiesta da David sarebbe stata una selva di telecamere. Gli dissi 'lascia perdere... '."


Un altro dei tanti episodi insieme, forse quello che ha instaurato un legame così profondo in un mondo come quello dello spettacolo dove spesso i rapporti sono limitati al business, risale ad un soggiorno a Saint Malo. "David stava cercando un posto dove lui ed i musicisti potessero provare la 'scaletta' del concerto di Parigi. Gli ho proposto la 'mia' Saint Malo, sicuro che la riservatezza degli abitanti del luogo gli sarebbe andata a genio. Lui e la band affittano il cinema da 350 posti e lì lavorano. Durante tre settimane di soggiorno all'Hotel des Thermes nessuno gli si è avvicinato anche solo per chiedergli l'autografo. Ogni mattina andava sulla terrazza del Bar de l'Univers, prendeva un caffè e leggeva il giornale di fronte al mare. Era contento e tutto è andato nel modo migliore sino al momento in cui mi fa: 'Senti, vorrei provare il concerto davanti al pubblico, puoi organizzare qualcosa qui? Io gli rispondo al volo 'Ok, che problema c'è?'. Metto un annuncio su internet: David Bowie in concerto gratuito al cinema di Saint Malo. Non risponde nessuno. Nessuno. Forse internet non era ancora così diffuso come oggi, ma è anche molto probabile che la gente abbia pensato ad uno scherzo. Che fare? Non posso dire a David 'senti, non c'è pubblico... ' Allora vago per le strade di Saint Malo a cercare di raccattare gente. Fermo chiunque incontro, chi mi manda al diavolo, chi accetta. Ma i più mi mandavano al diavolo. Vedo una scolaresca e mi fiondo su di loro per invitarli tutti. Faticosamente riempio la platea. Ma qualcuno dei collaboratori di Bowie vede che in sala ci sono degli adolescenti e mi dice: 'Non possiamo esibirci se non ci sono anche i loro genitori. Sono minorenni e metti il caso che qualcuno accusa dei disturbi all'udito per via dell'amplicazione... Vai a cercare i genitori o altra gente... '.

Conoscendo la difficoltà iniziale di 'buttare dentro' qualcuno, preferisco cercare i genitori... Alla fine, con un grande ritardo, il concerto inizia. L'ultimo giorno a Saint Malo il sindaco vuole offrire le chiavi della città a Bowie. Le foto della cerimonia escono sui giornali il giorno dopo, quando lui è già partito per Parigi. E solo a quel punto la gente per le strade di Saint Malo si ferma a commentare: 'Allora era lui quello vestito di bianco ed oro che girava per il paese, mi era sembrato, ma non ci credevo...'. Lo stesso 'problema' dovuto alla riservatezza di David si è ripetuto altre volte, in cui ha suonato in un concerto improvvisato: nessuno voleva crederci e trovare il pubblico è sempre stata un'impresa... Lui era così. Nella vita privata aveva i soliti vecchi amici, pochi, tra i quali alcuni compagni d'infanzia e di scuola". Un ultimo ricordo la dice lunga su quanto i grandi per diventare davvero grandi siano davvero appassionati del loro lavoro: "Ogni tournée voleva che i musicisti avessero pronti 75 titoli, un numero di canzoni che per chi lavora nel settore è assolutamente incredibile. Aveva molto rispetto del pubblico e si preoccupava che i fans che acquistavano più biglietti per assistere al concerto due sere di fila non si trovassero ad ascoltare le stesse canzoni".

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