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Spettacoli
"Ero in guerra ma non lo sapevo", il film dal libro di Torregiani. Intervista

Un plauso e un merito dunque anche all’editore che ha creduto in questo suo manoscritto?

Amos Cartabia, l’editore ha avuto grande coraggio nel sostenere e portare a termine il mio lavoro. Pubblicare una storia troppo scomoda a certi salotti, comporta dei rischi. Li abbiamo avuti e superati, speriamo ora nella nuova pubblicazione, che la gente sia interessata a leggerlo e scoprire come realmente stiano le cose.

Una vera e propria guerra in Italia in quegli anni. Una lotta armata sia di destra che di sinistra. Il crimine di matrice estremista era traversale. Si trova d’accordo su questo? 

Il crimine è crimine. Il terrorismo è terrorismo, indipendentemente dalla matrice. Il contorno sono solo chiacchiere e giustificazioni atte a legittimare le azioni.

La sua famiglia è stata direttamente coinvolta da quei tragici eventi. La morte di suo padre e il grave ferimento ai suoi danni per mano dei PAC (Proletari Armati per il Comunismo) il cui ideologo era Cesare Battisti. Che aria si respirava a Milano?

Per un ragazzino di 14 anni, l’aria degli anni di piombo non era percepita fino a che non ci si è trovati dentro nel turbinio degli eventi. Dopo la tragica rapina, tutto è cambiato, tutto si è oscurato. Certamente per mio padre, per chi grande, la percezione di occlusione e soppressione era più palpabile, per chi come Pierluigi faceva un lavoro particolare, le giornate erano sempre sul rasoio.

Come risponde oggi alle accuse che all’epoca alcuni giornali rivolsero a suo padre Pierluigi? Lo etichettarono come “il giustiziere” o “lo sceriffo”. Dopo 40 anni la storia ha dato la sua verità?   

Spero che il film estragga questa verità, ancora oggi, come dicevo, troppo surclassata da certi salotti che si ostinano a difendere Caino. Oggi come allora si ricade in certe “distrazioni” sulla verità, vuoi per comodità di accredito di notorietà vuoi per motivazioni socio-politiche. Vero è che quei titoli, hanno in buona parte scatenato le decisioni prese dai PAC.

Ed ora il film nelle sale italiane i giorni 24, 25 e 26 gennaio. Luca Barbareschi il produttore. Ci vuole spiegare come è nato tutto? 

L’idea di un girato, che poteva essere un documentario, una fiction o il film prodotto da Luca, è nato tra una chiacchierata e l’altra con l’autore Caporiccio che per primo ha creduto a questo prodotto. Portato a Barbareschi, egli ne ha confezionato la volontà e combattuto per anni per la sua realizzazione. Un prodotto scomodo che ha trovato luce grazie alla volontà di chi ne ha fatto parte, come il regista Fabio Resinaro e gli attori Francesco Montanari e Laura Chiatti, tutti hanno messo anima e corpo nel progetto.

(segue)

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