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Spettacoli
Irene Fornaciari: "Con Blu porto a Sanremo il dramma dei profughi"
Foto di Angelo Trani

Di Giordano Brega

“Questa canzone l’ho sentita per la prima volta due mesi fa. E’ stata scritta da Giuseppe Dati e Marco Fontana. Dal primo ascolto mi sono emozionata tantissimo perché questo tema così importante viene affrontato in un modo molto delicato, attraverso delle fotografie e delle immagini che ti fanno  vivere… che ti proiettano nel blu del mare. In questo mare dove le persone perdono la vita purtroppo”. Parola di Irene Fornaciari, che racconta ai microfoni di Affaritaliani.it la sua canzone Blu alla vigilia di Sanremo.  “E’ sempre riduttivo spiegare questa canzone, perché in ogni frase c’è un mondo dietro. E’ profonda, intensa. Penso sia giusto portarla al Festival e spero possa smuovere la sensibilità della gente che la ascolterà”.

Ogni frase racconta un mondo, ce n’è una in particolare con cui sente di identificare maggiormente la canzone?
“C’è un passaggio bellissimo… ‘reti di farfalle in mezzo al blu’. Le farfalle stanno a rappresentare la speranza di queste persone.  E queste speranze sono dietro a una gabbia. La trovo un’immagine molto forte”.

Quando pensa all’immagine, alla storia, al dramma del piccolo Aylan - il bambino curdo annegato che ha ispirato la canzone – che sensazioni ha oggi a distanza di alcune settimane da quel tragico evento?
“Aylan è un simbolo di tutti i bambini che perdono la vita per le guerre e per eventi disumani. Per cose di cui non conosciamo il motivo: perché dietro a quel naufragio ci sono situazioni ancora più grandi, che non conosciamo. Ed è una cosa che mi fa soffrire”.

Lei canta musica pop, ma spesso con testi impegnati. Quanto è rischioso con il pubblico impegnarsi raccontando temi sociali e più ‘forti’?
“Io sono pronta anche alle critiche, ma fondamentalmente io canto quello che sento. Non sto neppure troppo a pensare se arriverà o meno il pezzo, se mi criticheranno o no.  Porto al pubblico quel che sento, che può essere l’amore tra una coppia o questo tipo di tematiche”.

Al di là del singolo, il suo nuovo album ("Questo tempo") cosa racconta e che tipo di musica viene portata?
“A livello di sonorità è diverso dai precedenti ("Vertigini in fiore" del 2007, "Vintage baby" del 2009, "Grande mistero" uscito nel 2012, ndr). C’è molta più elettronica e contaminazione di rock, soul e pop. Le tematiche sono di vario genere, ma tutte legate da un filo conduttore che è quest’immagine di me, di una donna più forte e consapevole. Sempre pronta a mettersi in gioco e che non ha paura. Una donna che si interroga sulla vita e sul mondo…”

Che consiglio le ha dato suo padre (Zucchero, ndr) per Sanremo?
“In realtà non me ne dà più di consigli perché ormai sono grande, sto facendo la mia strada da un po’ di anni da sola. Però la cosa più importante che mi ha detto è ‘cerca di emozionarti quando canti… di isolarti, pensare alla canzone e non alle ansie che può portare l’esibizione su quel palco’..."

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