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Spettacoli
Sky, bufera su X-Factor per Sfera Ebbasta. L'Ad Rai Salini fu lungimirante

Ancora una volta, dal giorno nefasto del'8 dicembre 2018, data della strage del "Lanterna Azzurra" di Corinaldo, in provincia di Ancona, nella quale persero la vita sei persone accorse a vedere il trapper Sfera Ebbasta, quest'ultimo torna nell'occhio del ciclone per la sua partecipazione in qualità di giurato alla prossima edizione di X-Factor in onda su Sky.

Qualche mese fa, la notizia che lo vedeva come giudice di The Voice su Rai2 aveva fatto rabbrividire l'Ad del Servizio Pubblico Radiotelevisivo Fabrizio Salini che aveva immediatamente bloccato tutto, ponendo il veto al trapper.

Qualcuno giudicò la decisione di Salini "esagerata" e "tipica di una Rai bacchettona e retrograda", ma forse - viste le ultime diatribe scoppiate proprio in questi giorni - la scelta appare dettata da altre priorità, in primis il rispetto per le vittime.

Vittime che, a detta di Francesco Vitali, che alla Lanterna Azzurra ha perso la sorella Benedetta di soli quindici anni, sono state "dimenticate". Ci avevano promesso indagini rapide" denuncia invece la madre di Benedetta, Cinzia al quotidiano La Repubblica. "Aiuti psicologici dal servizio pubblico. Risarcimenti. Invece sei mesi dopo siamo soli con i nostri tormenti. Abbandonati. La notte che ha portato via Benny è senza colpevoli”.

Francesco rincara: “Mi sono sentito offeso dalla scelta di Sky di chiamare Sfera Ebbasta tra i giudici di X Factor senza nessun rispetto per il nostro dolore“.  Mentre il padre di Benedetta, Corrado,  rivela: “Sapete qual è oggi la nostra paura? Essere dimenticati. Senza aver avuto giustizia per Benedetta. Mentre chi ha causato la sua morte è a piede libero. E magari sta organizzando altre feste per adolescenti, in magazzini fatiscenti come la discoteca di Corinaldo.”

Francesco Vitali non guarderà X-Factor, "per rispetto a mia sorella e a Mattia, Daniele, Eleonora, Asia, Emma. È vero, Sfera si è tatuato sulla fronte sei stelline, per ricordare i nostri morti. Ma sono convinto che se gli chiedessi i loro nomi, non se ne ricorderebbe nemmeno uno”.

Essendo aziende private, Sky e la Fremantle, società produttrice del programma, hanno tutta la libertà di andare avanti per la loro strada e confermare quale giurato il trapper, ma senz'altro nel momento in cui Il Servizio Pubblico avesse optato per la stessa linea di condotta mantenendolo nella giuria di The Voice, la scelta si sarebbe rivelata alquanto arbitraria, soprattutto per rispetto - per l'appunto - alle vittime. Con il suo veto Salini agì dunque tempestivamente anticipando ed evitando strascichi dolorosi come quelli provati oggi dalla famiglia Vitali, rivelandosi a nostro avviso anziché "bacchettone", eticamente lungimirante. 

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