È un momento destinato a entrare nella storia. La missione Artemis II è partita dal Kennedy Space Center in Florida, riportando l’uomo sulla rotta della Luna dopo oltre mezzo secolo.
A bordo della capsula Orion ci sono quattro astronauti: Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen. Il loro viaggio durerà circa 10 giorni, ma il suo significato va ben oltre la durata della missione.
Dopo il decollo, l’equipaggio resterà per circa 25 ore in orbita terrestre per testare tutti i sistemi. Poi, la manovra decisiva: la traiettoria verso la Luna.
Non ci sarà allunaggio, ma un sorvolo ravvicinato del satellite terrestre.
Eppure, il dato più impressionante è un altro: gli astronauti si spingeranno oltre ogni missione umana precedente, diventando gli esseri umani più lontani dalla Terra di sempre.
Un risultato che riporta inevitabilmente alla memoria il programma Apollo, ma con uno sguardo rivolto al futuro.
Artemis non è solo una missione: è il primo passo verso una presenza stabile sulla Luna e, in prospettiva, verso Marte.
Dopo i problemi tecnici dei test preliminari, il lancio è avvenuto senza criticità, davanti a migliaia di spettatori.
Ora, gli occhi del mondo sono puntati sul cielo.
Perché il viaggio è appena iniziato.
