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Gravina, bufera sugli “altri sport”. Ma quanti fondi vanno davvero a ogni disciplina? Ecco tutti i numeri

Gravina, bufera sugli “altri sport”. Ma quanti fondi vanno davvero a ogni disciplina? Ecco tutti i numeri

La Figc riceve 35 milioni sui 345 stanziati: dietro ci sono nuoto, volley, tennis, atletica e basket

Le dichiarazioni del presidente della Figc sono ormai sulla bocca di tutti, che chiedono a gran voce la rassegna delle dimissioni. Una figuraccia per lui, bersagliato sui social da Tamberi&Co

Se le parole di Gabriele Gravina non si possono definire come un vero e proprio autogol, poco ci manca. Hanno fatto tanto, molto discutere (come giusto che sia) le sue dichiarazioni subito dopo la sconfitta dell’Italia contro la Bosnia e la conseguente terza estate di fila senza tifare gli azzurri ai Mondiali di calcio. E, come se non bastasse, a mettere la ciliegina sulla torta sia per il movimento calcistico italiano e sia per il proprio ruolo in Figc ci ha ben pensato il presidente della Federazione definendo il calcio come “unico sport professionistico in Italia, gli altri sono dilettanti”.

Parole che fanno davvero male se si pensa vengano proferite in mondovisione da un dirigente con una carica così alta, con un’età (72) che dovrebbe tener conto delle frasi più adatte e meno opportune in certi contesti, ma soprattutto nell’avere dignità e riconoscenza verso tutti gli altri atleti/e che, fino a prova contraria, negli ultimi anni hanno conseguito risultati di gran lunga migliori rispetto alla nazionale di calcio.

L’esempio più lampante è la pallavolo con le azzurre e gli azzurri che hanno vinto i propri Mondiali la scorsa estate, ma anche alla crescita esponenziale del tennis stesso con Jannik Sinner su tutti.

Tralasciando lo spessore perduto della Serie A negli ultimi anni, e infatti il numero di stranieri nelle nostre squadre continua ad aumentare proporzionalmente alla diminuzione degli italiani nelle stesse.

Quanto viene stanziato in Italia per i vari sport – E’ lecito chiedersi come vengano distribuiti ed investiti i soldi in tutto il comparto sportivo italiano, per questo prendiamo in prestito i numeri pubblicati dai colleghi di Cronache di Spogliatoio.

Son quasi 345 i milioni stanziati per il diretto finanziamento dello sport italiano, provenienti da vari enti come le federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva, i gruppi sportivi militari, i corpi dello Stato ecc…). Di questi, tuttavia, ben 35 milioni quindi il 10% del totale viene destinato alla Federazione Italiana Giuoco Calcio – meglio nota come Figc. Tanto, se pensiamo alle ultimissime disfatte prima contro la Norvegia nel girone di qualificazione (7 reti prese tra andata e ritorno), la vittoria in extremis per 5-4 contro Israele e le pallonate prese in finale playoff contro la Bosnia, che ha meritato di andare al Mondiale.

Nella top 10 delle Federazioni che nel 2026 hanno incassato di più dopo il calcio, troviamo: nuoto (18 milioni), pallavolo (17milioni), tennis e padel (16milioni), atletica leggera (quasi 15milioni), sport invernali (12milioni), basket, scherma, ginnastica e ciclismo (10milioni). Tra le Federazioni che hanno incassato meno di 300 mila euro, invece, vediamo il tiro dinamico sportivo, il pallapugno, il canottaggio, il twirling e il rafting.

La distribuzione del denaro viene decisa in base al cosiddetto modello algoritmico dei contributi che premia chi genera valore reale per il sistema sportivo italiano, che naturalmente si basa su criteri oggettivi e favorisce quelle Federazioni che investono di più nelle proprie attività e aumentano il numero di atleti praticanti.

I “dilettanti” contro Gravina – In giornata potrebbe, e dovrebbe, arrivare l’annuncio delle dimissioni di Gravina, praticamente richieste da tutti i tifosi italiani specialmente sui social.

Tantissime critiche, a giusta ragione, sono giunte dai diretti chiamati in causa: da Irma Testa (1° pugile italiana a vincere il bronzo alle Olimpiadi di Tokyo) che ha rivendicato la sua natura di professionista, al maratoneta Yeman Crippa che ha ironicamente postato “Vado a correre per diletto”.

Si sono espressi a tono anche Mattia Furlani, argento ai Mondiali di atletica, e Gianmarco Tamberi che ha pubblicato un fotomontaggio che lo ritrae assieme ai suoi colleghi “degli altri sport. Noi guadagniamo meno dei cuochi dei calciatori, eppure vedasi i risultati”.

Non il tempismo perfetto col quale terminare la propria carica in Figc, se queste dimissioni saranno veritiere.

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