“Tucked Away”, l’ultimo rifugio di Ghislaine Maxwell prima del suo arresto nel luglio 2020: i finanziamenti della banca svizzera UBS
Nel cuore del New Hampshire rurale si trova un complesso isolato, noto come “Tucked Away”, che è stato l’ultimo rifugio di Ghislaine Maxwell prima della sua incriminazione e del successivo arresto nel luglio 2020. Secondo quanto riporta Reuters, la proprietà, acquistata per 1,1 milioni di dollari a dicembre 2019, sarebbe stata finanziata tramite fondi trasferiti un mese prima dalla banca svizzera UBS a nome di Maxwell, secondo i documenti del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti legati al caso di Jeffrey Epstein. Il denaro avrebbe attraversato una serie di trust e conti bancari prima di servire all’acquisto della casa, mentre Maxwell cercava di mantenere un profilo nascosto.
Tre mesi dopo aver ricevuto una citazione in giudizio da parte degli investigatori statunitensi – che chiedevano dettagli su tutte le operazioni finanziarie di Maxwell nell’ambito di un’indagine per traffico sessuale di minori – UBS avrebbe eseguito il trasferimento. In precedenza, la banca aveva avvertito Maxwell della decisione di interrompere il rapporto entro un mese, senza fornire spiegazioni dettagliate. Le normative bancarie impongono agli istituti di evitare che i propri servizi siano impiegati per attività illecite. La mancata osservanza può comportare multe, cause legali e danni alla reputazione. Per questo motivo, le banche devono monitorare con attenzione i clienti ad alto rischio e, in caso di sospetti, sospendere o interrompere i rapporti.
I documenti indicano che, nonostante i noti legami tra Maxwell ed Epstein, UBS ha continuato a gestire le sue finanze. Secondo alcuni esperti citati da Reuters, il caso dimostra come le istituzioni finanziarie possano talvolta trascurare segnali di rischio quando si tratta di clienti con patrimoni ingenti. La citazione in giudizio, emessa nel distretto meridionale di New York, richiedeva alla banca la massima riservatezza per non compromettere le indagini penali.
L’arresto di Maxwell
Nel 2021 Maxwell è stata condannata a 20 anni di carcere per il reclutamento e la manipolazione di ragazze minorenni a favore di Epstein, nonché per aver partecipato agli abusi. L’arresto avvenne nella proprietà del New Hampshire, raggiungibile tramite una lunga strada sterrata sorvegliata da cartelli di divieto. Maxwell aveva acquistato la casa sotto lo pseudonimo “Janet Marshall”, presentandosi come una giornalista in cerca di privacy. Al momento dell’arresto, l’FBI trovò un telefono avvolto nella carta stagnola per eludere il tracciamento e un team di sicurezza composto da ex militari britannici a protezione della donna.
I documenti finanziari rivelano inoltre che UBS avrebbe trasferito quasi 8 milioni di dollari da un trust collegato a Maxwell a un conto gestito dal suo allora marito, con il denaro successivamente impiegato per l’acquisto della proprietà.

