“Usa, scorte missilistiche ridotte ma la deterrenza resta: Pechino non attaccherà”, l’analisi del Generale Rossi
“Il tema di cui si sta parlando riguarda unicamente la componente missilistica, che è stata utilizzata in larga parte dagli Stati Uniti nei bombardamenti contro l’Iran. Ma la deterrenza americana non è solo missilistica: comprende anche quella nucleare e l’insieme di tutte le forze armate”, così il Generale Domenico Rossi, già sottosegretario alla Difesa, commenta ad Affaritaliani il dibattito sulle scorte di armamenti Usa e sulla capacità di sostenere un eventuale conflitto con la Cina.
“La forza degli Stati Uniti comprende l’insieme delle componenti navali, terrestri, dell’intelligence e anche della disponibilità di un ordigno nucleare. Tuttavia, la cosa a cui gli americani dovranno prestare attenzione – spiega l’esperto – è che il consumo di missili in questa fase è molto superiore alla possibilità di produzione e quindi di ripianamento delle scorte. Se le capacità produttive restano quelle del tempo di pace, per tornare a determinati livelli serviranno almeno 3-4 anni”, avverte il Generale.
Sulla posizione di Donald Trump riguardo all’esclusione dell’uso dell’arma nucleare, Rossi chiarisce: “Io credo che qualsiasi leader, pur basando le proprie scelte su logiche di forza e potere, tenga conto anche delle capacità dell’avversario. L’utilizzo dell’ordigno nucleare innescherebbe una spirale di pari violenza tale per cui non ci sarebbe un vincitore. Non dimentichiamo che la Russia ha circa 5.000 testate nucleari, anche più degli Stati Uniti”.
“Non credo quindi che ci sia una volontà di utilizzo – aggiunge – fermo restando che il solo fatto di dire di non usarla rappresenta comunque una forma di deterrenza, perché significa che quell’arma si possiede”.
Infine, alla domanda se il massiccio invio di sistemi di difesa aerea come THAAD e Patriot in Medio Oriente possa aver creato un “vuoto” pericoloso nel Pacifico, di cui la Cina potrebbe approfittare per un’azione su Taiwan, il Generale Rossi frena gli allarmismi: “Non credo che la Cina voglia compiere un atto di forza verso Taiwan, né che ci sia un’esigenza da parte degli Stati Uniti di dimostrare una forza che resta comunque notevole, nonostante l’utilizzo missilistico fatto in Iran”.

