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Esteri
Catalogna-Spagna, Rajoy apre al dialogo con Barcellona

Carles Puigdemont ha provato a tendere la mano al premier spagnolo dicendosi pronto a dialogare, fuori dai confini spagnoli, salvo poi dichiarare che Rajoy "ha fallito". Il premier spagnolo invece replica: "Mi interfaccerò con chi ha vinto le elezioni: Ines Arrimadas", riferendosi alla leader degli unionisti che al voto si sono confermati il primo partito. Per quanto riguarda le vicende giudiziarie dei politici catalani e dello stesso ex presidente, Rajoy ha ribadito che: "la situazione giudiziaria dell'ex presidente della Generalitat catalana, Carles Puigdemont e di tutti gli imputati nel caso dell'indipendenza catalana non dipende "assolutamente" dai risultati delle elezioni regionali di ieri ma dalle decisioni dei giudici. Sono i politici che devono sottomettersi alla giustizia come qualsiasi altro cittadino e non la giustizia che deve sottomettersi a qualsiasi strategia politica".

Nel giorno dopo del voto catalano che ha visto trionfare gli indipendentisti pur lasciando agli unionisti di Cuidadanos la carica di primo partito in Catalogna, si susseguono le dichiarazioni e i botta e risposta. Da Bruxelles, dove è in esilio volontario, Carles Puigdement  parlando in conferenza stampa, ha le idee chiare: "Rajoy ha fallito". L'ex presidente catalano ha poi proseguito dicendo: "Vorrei che la Spagna non prendesse più decisioni al posto nostro. E' giunto il momento di fare politica vera, la formula di Rajoy ha fallito e ha dimostrato che i catalani sono coesi". Si è detto disponibile a incontrare il premier spagnolo, ma non in Spagna. E poi si è rivolto alla Commissione europea, chiedendole di ascoltare i cittadini che si sono espressi in massa" in Catalogna: "Ascolti il governo spagnolo, ma anche noi abbiamo il diritto di essere ascoltati".

Da Barcellona ha parlato invece il leader unionista di Cuidadanos, Alberto Rivera: "E' duro sopportare un separatismo illegale, che pretendeva di strappare la Catalogna dalla Spagna, privando di libertà e diritti chi non la pensava come loro. Non siamo stati duri noi, ma molle il Pp che per 35 anni ha costruito il proprio potere a Madrid scendendo a patti con i nazionalisti e concedendo loro quel che volevano. Quando si passano tre decenni a cedere spazio a chi cerca di occuparlo tutto, finisci per trovarti fuori. Ed è quello che è successo. In Catalogna non c'è più Spagna".

"Quel che si è costruito in 35 anni non si cambia in 15 minuti - ha proseguito - Dovremo lavorare su infrastrutture, sicurezza, migliorare l'educazione e le liste d'attesa negli ospedali. Non voglio convincere nessuno, solo creare un ambiente di rispetto per tutti". È disponibile a un indulto per l'ex presidente Puigdemont e gli altri? "No - risponde -Un cittadino che passa col rosso non viene perdonato, perché un politico che sbaglia sì?".

Intanto il governo di Madrid va avanti nella sua intenzione di perseguire tutti coloro che hanno portato avanti il progetto dell'indipendenza. Il Tribunale Supremo spagnolo ha infatti dichiarato indagati per presunta ribellione altri dirigenti catalani fra cui l'ex-presidente Artur Mas e le dirigenti di Erc Marta Rovira, PdeCat Marta Pascal e  Cup Anna Gabriel. Rischiano 30 ani di carcere per avere portato avanti il progetto politico dell'indipendenza.

Con quasi tutte le schede ormai contate, il fronte indipendentista composta da JuntsxCat, da Esquerra republicana de Catalunya (Erc) e da popular Unity (Cup) sono in corsa per avere 70 seggi su 135 totali, dunque una maggioranza assoluta per quanto limitata. Tuttavia il partito unionista dei ciudadanos ha avuto un successo storico ottenendo il 25,3% dei suffragi, pari a 37 voti, il che ne fa il primo partito della regione. Non è dunque chiaro chi avrà per primo il compito di formare il nuovo governo, se Ciudadanos o Jxcat.

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