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Esteri

I titoli dei giornali di oggi sono fuorvianti: “Violenza sul voto per l’indipendenza della Catalogna”. Sbagliato. Corretto sarebbe: “Violenza unilaterale di Madrid per impedire il voto. I catalani rispondono pacificamente con la non violenza”. Si è trattato di una straordinaria rivoluzione pacifica e popolare. Per questo, è bene dirlo subito, i catalani stiano attenti, durante lo sciopero generale di domani, a non reagire alle provocazioni… magari ci saranno infiltrati che cercheranno di gettare benzina, aizzare gli animi.


L’Unione europea può tollerare che in uno Stato membro i poliziotti prendano a calci bambini, giovani, vecchi, le donne per i capelli, trascinandoli giù dalle scale? Ci sono stati 800 feriti, alquanti gravi. Ue e Italia che cosa dicono? Rispondono come il premier spagnolo Mariano Rajoy che non si è tenuto alcun referendum? A questo punto dicano che ieri, il giorno 1° ottobre, non è mai esistito. Invece il 90% dei 2,6 milioni di votanti hanno scelto l’indipendenza e a questi dovrebbero aggiungersi i sì delle schede elettorali sequestrate e di quelli che non sono usciti di casa per paura.

La democrazia è l’individuo e se una stragrande maggioranza di cittadini vuole un cambiamento non ci sono leggi e Carte costituzionali che tengano. Per giunta il presidente catalano Carles Puigdemont si è detto europeista e repubblicano. Che cosa c’è di meglio? l’Ue ha accolto altri piccoli Paesi: Cipro, Croazia, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Repubblica Ceca, Slovenia, Slovacchia. E i catalani non saranno neppure più sudditi (parola che etimologicamente deriva da “sottomettere”), ma liberi cittadini di una libera democrazia repubblicana.

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