La Cina ha conseguito una crescita economica del 5 per cento su base annua nel primo trimestre del 2026, in accelerazione rispetto al 4,5 per cento dei tre mesi precedenti e oltre le attese degli analisti.
I dati diffusi dall’Ufficio nazionale di statistica indicano che l’attività economica ha retto agli choc energetici legati al conflitto con l’Iran, grazie soprattutto alla solidità delle esportazioni. Le spedizioni all’estero sono aumentate del 14,7 per cento nel trimestre, trainate da settori come semiconduttori, auto e cantieristica, sostenuti dalle politiche industriali di Pechino. Al contrario, la domanda interna resta debole: le vendite al dettaglio sono cresciute solo del 2,4 per cento, rallentando ulteriormente a marzo, mentre il mercato immobiliare continua a pesare con un calo del 18,5 per cento delle vendite di nuove abitazioni.
L’aumento dei prezzi di energia e materie prime ha contribuito a spingere il prodotto interno lordo nominale al 4,8 per cento, segnalando un temporaneo allentamento delle pressioni deflazionistiche. Tuttavia, le imprese devono ora confrontarsi con costi più elevati e con difficoltà nel trasferirli ai consumatori. Nel complesso, i dati offrono un margine al governo per centrare l’obiettivo annuo di crescita tra il 4,5 e il 5 per cento, ma restano incognite legate alla debolezza dei consumi e all’evoluzione del contesto internazionale, che potrebbe spingere le autorità a valutare ulteriori misure di stimolo.

