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Cina, bacchettata a Trump: “La guerra in Iran non sarebbe mai dovuta scoppiare”

Richiesta di “riapertura immediata di Hormuz”

Cina, bacchettata a Trump: “La guerra in Iran non sarebbe mai dovuta scoppiare”
President Donald Trump, right, walks with Chinese President Xi Jinping at the Temple of Heaven on Thursday May 14, 2026, in Beijing. (AP Photo/Mark Schiefelbein)

La Cina ha chiesto venerdì la riapertura dello Stretto di Hormuz il prima possibile e che la “porta al dialogo” sull’Iran rimanga aperta, dopo che il presidente cinese Xi Jinping e il presidente statunitense Donald Trump hanno affrontato la situazione in Medio Oriente durante il loro incontro a Pechino giovedì. “La porta al dialogo, una volta aperta, non deve essere richiusa”, ha dichiarato un portavoce del Ministero degli Esteri cinese in un comunicato, sostenendo che le parti devono consolidare l’attuale “tendenza alla distensione” e mantenere la strada verso una soluzione politica. “Questa guerra, che non sarebbe mai dovuta scoppiare, non ha bisogno di continuare“, ha dichiarato il Ministero degli Esteri, aggiungendo che trovare una soluzione avvantaggia sia gli Stati Uniti che l’Iran.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che la Cina ha accettato di acquistare petrolio, aerei Boeing e soia statunitensi, a seguito del suo incontro bilaterale con l’omologo asiatico Xi Jinping durante la sua visita di Stato che si conclude a Pechino. “Una cosa su cui credo saremo d’accordo è che hanno accettato di voler acquistare petrolio dagli Stati Uniti”, ha detto il presidente durante un’intervista a Fox News dalla Cina. “Andranno in Texas. Inizieremo a inviare navi cinesi in Texas, Louisiana e Alaska… è una cosa importante”, ha detto Trump durante un’intervista in cui non ha fornito dettagli specifici su questi impegni discussi negli incontri di giovedì con la sua controparte cinese. Ha inoltre affermato che la Cina “farà molto con la soia” e che gli acquisti cinesi di questo cereale essenziale per gli agricoltori del Midwest saranno “maggiori rispetto al passato”.

La delegazione della Casa Bianca, guidata dal presidente Donald Trump, è arrivata a Zhongnanhai, il blindatissimo complesso della leadership del Partito Comunista Cinese situato nel cuore di Pechino, a ridosso della Città Proibita. Ad accoglierlo, il leader cinese Xi Jinping per un programma che prevede una cerimonia del tè e un pranzo di lavoro. L’ingresso a Zhongnanhai, storica residenza dei massimi dirigenti cinesi fin dai tempi di Mao Zedong, rappresenta un gesto diplomatico di altissimo livello, raramente concesso ai capi di Stato stranieri. L’incontro giunge nel secondo e ultimo giorno della visita di Stato di Trump in Cina, la prima dal suo ritorno alla presidenza nel gennaio 2025. Al centro dei colloqui il consolidamento degli impegni commerciali discussi ieri — tra cui il rinnovato interesse cinese per l’acquisto di petrolio e soia statunitensi — e la gestione delle tensioni geopolitiche su Taiwan e sui conflitti in Medio Oriente. Nel pomeriggio è prevista la partenza della delegazione americana per il rientro a Washington.