Mentre il mondo è concentrato sulla guerra in Iran, la situazione a Cuba si fa ogni giorno più allarmante. Una serie di circostanze incatenate tra loro sta provocando una grave crisi in un Paese già fortemente in difficoltà. Gli Stati Uniti hanno messo nel mirino l’isola, la storia si ripete. Trump ha dichiarato apertamente di volersi prendere Cuba. Dopo la cattura di Maduro gli approvvigionamenti di petrolio sull’isola si sono più che dimezzati e senza l’aiuto del Venezuela e con l’altro alleato Putin concentrato sulla guerra in Ucraina e sulle conseguenze di quella in Iran, ecco che Trump ha terreno fertile per aumentare le pressioni. Ma le prime conseguenze stanno colpendo il popolo, l’isola è praticamente tutta senza luce, un blackout quasi totale.
Il pesante botta e risposta tra il presidente cubano Diaz-Canel e la Casa Bianca non aiuta di certo la sua gente. Lui stesso è intervenuto in diretta per spiegare la situazione complicata al suo popolo. Nel suo intervento in tv ha insistito sul fatto che le autorità stessero cercando soluzioni, pur riconoscendo che il compito non sarebbe stato semplice. Ma intanto i rifiuti si accumulano per le strade della capitale, i ricoveri ospedalieri e gli interventi chirurgici sono limitati, la gente usa il fuoco a legna per scaldare l’acqua. E la Casa Bianca continua a mettere pressione, il segretario di Stato Rubio ha dichiarato senza mezzi termini: “Siete in grossi guai” e Diaz-Canel ha replicato: “Difesa incrollabile contro il nemico”. Siamo sull’orlo dell’ennesima guerra.

