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Cuba, il piano di Trump: colpire il simbolo del comunismo e prendersi L’Avana (quel che resta)

Il nuovo obiettivo del tycoon: “I cubani attendono questo momento da 65 anni”

Cuba, il piano di Trump: colpire il simbolo del comunismo e prendersi L’Avana (quel che resta)
FILE – Former Cuban President Raul Castro looks at the Cuban flag during his speech at the event celebrating the 65th anniversary of the triumph of the revolution in Santiago, Cuba, Jan. 1, 2024. (AP Photo/Ismael Francisco, File)

Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è convinto che i cubani siano con lui e vogliano la “liberazione” dell’isola dal comunismo. “Stanno aspettando questo momento da 65 anni, quindi vedremo cosa succederà, ma nel frattempo dovremo aiutarli. Non hanno alcun modo di vivere. Non hanno cibo, non hanno elettricità, non hanno energia di alcun tipo. Ma hanno persone straordinarie, molte persone straordinarie”, ha detto, dopo l’incriminazione decisa dal dipartimento di Giustizia americano nei confronti dell’ex presidente cubano Raul Castro.

Il governo cubano ha condannato “con la massima fermezza” e definito “vile” e “infame” l’atto d’accusa presentato negli Stati Uniti contro l’ex presidente Raúl Castro, in merito all’abbattimento di due piccoli aerei da parte delle forze cubane, che causò quattro morti trent’anni fa. “Il governo degli Stati Uniti non ha la legittimità né la giurisdizione per compiere quest’azione. Si tratta di un atto spregevole e infame di provocazione politica, basato sulla manipolazione disonesta dell’incidente che portò all’abbattimento degli aerei nello spazio aereo cubano nel febbraio del 1996”, si legge in una dichiarazione firmata dal governo cubano. Il governo ha inoltre sottolineato che Washington “omette, tra gli altri dettagli, le numerose denunce formali presentate da Cuba in quel periodo al Dipartimento di Stato, alla Federal Aviation Administration (FAA) statunitense e all’Organizzazione Internazionale dell’Aviazione Civile (ICAO), riguardanti oltre 25 gravi e deliberate violazioni dello spazio aereo dell’isola” da parte dell’organizzazione anti-Castro Fratelli al Soccorso, con sede a Miami.

L’Avana ha affermato che la sua risposta “costituiva un atto di legittima autodifesa, protetto dalla Carta delle Nazioni Unite, dalla Convenzione di Chicago del 1944 sull’aviazione civile internazionale e dai principi di sovranità aerea e proporzionalità”. “Gli Stati Uniti, che sono stati vittime dell’uso dell’aviazione civile per scopi terroristici, non permettono e non permetterebbero la violazione ostile e provocatoria del loro territorio da parte di velivoli stranieri e agirebbero, come hanno dimostrato, con l’uso della forza”, ha aggiunto.