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Esteri
Elezioni Austria, Mussolini e l'Alto Adige

Oggi si ripete il voto per l’elezione del Presidente austriaco dopo l’annullamento delle precedenti elezioni vinte dal verde Alexander Van der Bellen contro Norbert Hofer, candidato della destra.

A maggio scorso il risultato era in perfetta parità con soli 31.000 voti di scarto per il candidato di sinistra.

Nel frattempo ne è passata moltissima di acqua politica sotto i ponti mondiali: il populismo è avanzato ovunque con la Brexit in UK e l’elezione di Trump negli Usa, ma anche con il rafforzamento generalizzato di tutti i partiti euroscettici dalla Francia di Le Pen all’Italia di Salvini.

Dunque il voto di oggi, al pari di quello referendario in Italia, è sui valori ideologici rappresentati dalle persone più che su fatti concreti.

Il partito di Hofer l’ FPO  fu fondato da reduci nazisti negli anni ’50 dello scorso secolo e dopo aver vissuto un periodo di notorietà con la reggenza Haider -governatore della Carinzia- ancora non rinuncia al vecchio armamentario ideologico ad esempio sulla questione dell’Alto Adige che gli austriaci chiamano Sud Tirolo (questione di prospettive).

Hofer in campagna elettorale ha voluto strafare ritirando fuori il solito vecchio ritornello delle terre sottratte dall’Italia all’Austria dopo la prima Guerra mondiale.

Un ritornello privo di qualsiasi valore pratico perché, rispetto a quegli anni in cui l’Impero Austro-Ungarico dominava il continente europeo è tutto cambiato.

Ora l’Austria è un piccolo staterello alpino (seppur membro del Gruppo di Visegrád, 

che è una alleanza tra ex Cecoslovacchia, Ungheria, Polonia e appunto Austria)), noto più per le mucche e il latte che per gli istinti bellici mentre l’Italia, pur con tutti i suoi problemi, è pur sempre una nazione che ha un certo peso militare ed economico (terza economia dell’Ue) ed in particolare una popolazione più di sei volte quella austrica. Quindi -come si direbbe in gergo calcistico- la partita dal punto di vista militare non si pone.

Ma non si pone neppure dal punto di vista geopolitico e storico; altrimenti anche l’Italia potrebbe rivendicare i territori persi nella Seconda Guerra Mondiale, dalla Corsica alla Costa Azzurra e soprattutto quelli ad est di Trieste in Slovenia e nei Balcani fino all’Albania tacendo le colonie in Libia e nel Corno d’ Africa.

Discorsi fuori tempo storico a meno che qualcuno non li voglia a tutti i costi riaprire.

Il problema dell’Alto Adige fu -tra l’altro- l’unico momento di tensione dell’alleanza tra Mussolini ed Hitler.

Per arginare i moti pangermanistici il premier austriaco Edelbert Dollfuss il 17 marzo 1933 firmò i Protocolli di Roma che legavano Austria, Ungheria ed Italia in caso di aggressione militare.

Dolfuss rimase ucciso in un tentativo di colpo di Stato filonazista del 25 luglio 1934 e Mussolini di cui era amico familiare spostò alcune armate sul confine del Brennero, in ottemperanza all’accordo firmato.

Tuttavia, nonostante la tensione, non ci fu alcun intervento militare.

Da allora la politica italiana divenne più tollerante a causa del riavvicinamento dell’Italia alla Germania fino all’annessione dell’Austria (auschluss) del 1938.

Hitler per via diplomatica si assicurò che Mussolini non sarebbe intervenuto ed invase l’Austria (sua Patria di origine), annettendola poi con un referendum dall’esito scontato.

Negli anni ’60 e  ’70 cu furono molte azioni terroristiche degli irredentisti austriaci contro infrastrutture italiane (piloni dell’Enel principalmente).

Il Trentino - Alto Adige gode ora di moltissimi privilegi amministrativi senza contare che vi è una forte azione volta a cancellare l’italiano a favore del tedesco dalle indicazioni stradali e nella pubblica amministrazione.

Poiché il nostro Paese negli ultimi tempi è noto ovunque per una sorta di “buonismo” masochistico non vorremmo che alla fine i cittadini di origine italiana fossero discriminati in casa propria.

Da noi tutto è possibile.

Da considerare poi che l’Austria si avvicina alle elezioni politiche del 2018 in cui si gioca la vera partita e che vede Heinz-Chistian Strache (che sta dietro Hofer) candidato alla Cancelleria

Inoltre, c’è anche da considerare che l’Austria con la vittoria di Hofer porterebbe avanti la costruzione del muro anti-migranti che produrrebbe problemi proprio all’Italia che dovrebbe tenerseli nei suoi confini.

Questo non vuol dire che se vincesse il candidato di destra ci debbano essere necessariamente cattivi rapporti tra Italia e Austria ma occorre fare sentire da subito che su certi temi l’Italia c’è e non abbassa la guardia.

 

 

 

Tags:
mussolini;austria;hofer;alto adige
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