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Elezioni in Ungheria, Trump rompe il silenzio: “Votate Orbán. Salveremo insieme la vostra economia”

Il tycoon promette aiuti economici, mentre il leader di Fidesz accusa Peter Magyar di intese con le intelligence straniere per ribaltare i sondaggi

Elezioni in Ungheria, Trump rompe il silenzio: “Votate Orbán. Salveremo insieme la vostra economia”
President Donald Trump, from right, meets with Hungary’s Prime Minister Viktor Orban as Vice President JD Vance listens in the Cabinet Room of the White House, Friday, Nov. 7, 2025, in Washington. (AP Photo/Evan Vucci) Associate Press/ LaPresse Only Italy and Spain

L’appello di Trump scuote l’Ungheria: “Votate Orbán. Pronti a investire sulla vostra prosperità”

A ridosso della tornata elettorale in Ungheria, Donald Trump lancia un messaggio di forte sostegno al suo alleato storico tramite Truth. “L’amministrazione è pronta a impiegare l’intera potenza economica degli Stati Uniti per rafforzare l’economia dell’Ungheria, come abbiamo fatto in passato per i nostri grandi alleati, qualora il primo ministro Viktor Orban e il popolo ungherese dovessero mai averne bisogno. Siamo entusiasti di investire nella futura prosperità che scaturirà dalla continua leadership di Orbán!”, ha scritto il tycoon. Tuttavia, nonostante il ringraziamento ufficiale del premier ungherese (“L’America è al nostro fianco”), il leader di Fidesz appare visibilmente in difficoltà dopo un sedicennio di dominio politico: stretto all’angolo, tenta il tutto per tutto denunciando complotti e scagliandosi contro lo sfidante Peter Magyar.

Il premier alle strette: l’attacco a Magyar

Sebbene la retorica dell’amicizia tra i due leader resti invariata, la tensione del momento è inedita. Trump ha nuovamente descritto Orbán come un “leader forte” che “ha protetto la sua nazione”, esortando esplicitamente i cittadini: “Votatelo”. Il primo ministro ha replicato prontamente via social: “L’America è al nostro fianco. L’Ungheria è orgogliosa di essere un grande alleato. Continueremo a lavorare insieme per rafforzare le nostre economie e garantire la prosperità dei nostri popoli. Grazie per il tuo sostegno, signor presidente Donald Trump!”.

Ma oltre alla cortesia diplomatica, Orbán è passato all’offensiva per rigettare le accuse di essere il manovratore di presunti illeciti elettorali. Dopo il comizio a Debrecen, ha diffuso un video su Facebook alzando i toni: “L’opposizione complotta con servizi di intelligence stranieri, senza fermarsi davanti a nulla”. Il premier ha accusato Magyar di orchestrare “minacce di violenza” e “accuse di brogli inventate” per condizionare il conteggio dei voti.

Sondaggi record per Magyar: il destino di un Paese

La virulenza dei messaggi governativi sembra riflettere l’ansia per rilevazioni statistiche che, per la prima volta dal 1989, vedono Orbán rischiare il primato. Per il capo del governo, la posta in gioco è totale: “Si decide il destino del Paese”. Egli dipinge una possibile alternanza come “pericolosa”, offrendo in contrapposizione la “sicurezza” di Fidesz, basata su sovranità migratoria, tassazione agevolata e tariffe energetiche protette.

Tali “successi comuni” che secondo Orbán oggi “rischiamo di perdere”, sono stati contestati duramente da Peter Magyar. Davanti a una piazza gremita a Sulysap, il leader di Tisza ha ribattuto: “Un’Ungheria umana e pacifica è la risposta a un potere vile, violento e impaurito”. Magyar, attualmente primo nei sondaggi con circa il 38%, punta a mobilitare gli indecisi per scardinare la maggioranza dei due terzi del regime.

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