Esteri
Epstein Files, le vittime contro il "sistema": "Noi esposte nelle carte, nascosti i nomi di chi ha abusato"
Le sopravvissute denunciano il fallimento del sistema: chiedono trasparenza totale e responsabilità per tutti i complici mentre il Dipartimento di Giustizia resta al centro delle polemiche

Le vittime di Jeffrey Epstein criticano la pubblicazione dei documenti: "Espongono noi, non i colpevoli"
Le vittime di Jeffrey Epstein criticano la pubblicazione dei documenti dell'ex finanziere, molti dei quali espongono i loro nomi "mentre proteggono quelli degli uomini che hanno abusato di loro". Le carte "vengono presentate come un atto di trasparenza, ma in realtà non fanno altro che esporre le vittime", denunciano 20 delle vittime di Epstein. "È scandaloso. - scrivono le vittime - Come sopravvissuti, non dovremmo mai essere noi a essere nominati, esaminati e ritraumatizzati mentre i complici di Epstein continuano a beneficiare della segretezza. Questo è un tradimento delle stesse persone che questo processo dovrebbe aiutare. La sola Virginia Roberts Giuffre ha denunciato la presenza di numerosi abusatori collegati alla rete di Epstein, ma l'opinione pubblica non conosce ancora la verità su chi lo ha permesso, chi ha partecipato al suo sfruttamento e chi è stato tenuto nascosto per anni. Centinaia di donne si sono fatte avanti con ulteriori denunce come la sua. La portata di questo fallimento è sconcertante e indifendibile".
"Il Dipartimento di Giustizia - sostengono le denuncianti - non può affermare di aver completato la pubblicazione dei fascicoli finché non saranno stati resi pubblici tutti i documenti legalmente richiesti e finché non saranno stati completamente smascherati tutti i responsabili di abusi e complici. Dobbiamo sentire direttamente il Procuratore Generale Pam Bondi quando comparirà davanti alla Commissione Giustizia della Camera l'11 febbraio. Le vittime meritano risposte e il pubblico merita la verità. Non è finita. Non ci fermeremo finché la verità non sarà completamente svelata e ogni colpevole non sarà finalmente chiamato a rispondere delle proprie azioni. Come abbiamo sempre detto, non si tratta di politica. Ci auguriamo che Democratici e Repubblicani si schierino al fianco dei sopravvissuti nel continuare a chiedere la pubblicazione completa dei documenti su Epstein. Attendiamo con ansia di sentire il Procuratore Generale Pam Bondi l'11 febbraio".
