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Esteri
Europa a due velocità? No, a tre. E l'Italia finisce in Serie C. Il piano


"Coalition of the willing" è il nome che viene utilizzato in Germania e a Bruxelles per identificare il gruppo di testa dei paesi dell'Unione europea che procederà ad una ulteriore integrazione, dopo il via libera all'Ue a 'diverse velocità' con il vertice di Versailles. Si tratta in sostanza delle nazioni forti che procederanno in tempi rapidi, come primo step, con l'unificazione del sistema bancario. Prevista anche l'armonizzazione dei modelli fiscali e del mercato del lavoro, oltre a passi in avanti verso un sistema di difesa, polizia e intelligence comune.

Però quello che il governo italiano non dice in questa fase, glissando sull'argomento, è che il nostro Paese quasi certamente non farà parte della "coalition of the willing" perché, quando si entrerà nel dettaglio e si stringerà sui parametri, l'elevato debito pubblico, il deficit e la mancanza di riforme strutturali faranno sì che l'Italia venga esclusa dalla Serie A europea. D'altronde, a conferma di ciò, proprio questa mattina l'Ocse conferma che l'Italia "cresce poco ed è ultima tra i big".

Nella "Coalition of the willing" l'asse portante sarà certamente formato dalla Germania e dalla Francia (sempre che non vincano le elezioni gli euroscettici, ma in quel caso sarebbe la stessa Ue a finire del tutto) intorno al quale ruoterebbero i paesi del Centro-Nord, alcuni nell'Euro e altri no. E quindi l'Austria, il Belgio, la Danimarca, la Finlandia, l'Irlanda, la Lettonia, la Lituania, il Lussemburgo, l'Olanda, la Slovenia e la Svezia. Ma attenzione, perché potrebbero formarsi addirittura tre gruppi, una sorta di Serie B e di Serie C.

Il secondo blocco - nelle ipotesi allo studio - sarebbe quello di Visegrád, che comprende i quattro principali paesi dell'Est Europa, ovvero Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria. Ai quali, ma nulla è ancora deciso, potrebbero aggiungersi Bulgaria, Romania e Croazia. Il terzo gruppo, quello più periferico e che resterà indietro rispetto ai processi di integrazione, sarà quello dei paesi del Mediterraneo: Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, Malta e Cipro.

Per certi versi, quindi, l'Italia rischia di finire in Serie C visto che il blocco dell'Est economicamente ha performance invidiabili. C'è comunque la possibilità che almeno Bulgaria e Romania (non al passo con le quattro nazioni di Visegrád) vengano inserite nell'Area del Mediterraneo.

In prospettiva non è escluso che chi resterà fuori dalla "Coalition of the willing", come il nostro Paese, adotti un euro più debole e sganciato dal gruppo di testa, anche se la sovranità monetaria resterà nelle mani della Bce e i vincoli di bilancio non verranno allentati.

'è anche l'ipotesi, visto il continuo flusso di migranti verso Italia e Grecia, che la Serie A europea decida di ripristinare i controlli di confine nei confronti dell'Europa mediterranea, come già in parte sta accadendo (basti pensare a ciò che accade al confine italo-francese e a quello italo-austriaco). Visto il quadro è chiarissimo il motivo per cui Gentiloni e il governo si guardino bene da spiegare in quale blocco finirà l'Italia.

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