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Esteri
Germania, Afd si spacca, Petry esce dal gruppo. L'ultra destra è già in crisi

Risveglio amaro per la destra tedesca dopo il successo elettorale di domenica. Afd non fa tempo a festeggiare che già si spacca. Frauke Petry, una dei leader storici della Afd, non si unirà al gruppo parlamentare di Alternativa per la Germania al Bundestag. Petry, che nel voto di domenica ha
conquistato un seggio in Sassonia (Est) e rappresenta l'ala più moderata di Afd, ha annunciato la sua decisione a sorpresa, nel corso della conferenza stampa organizzata per festeggiare il trionfo.
 
Senza averne prima parlato con i colleghi che le sedevano accanto, ha preso la parola e ha lanciato l'attacco: "Ci sono divergenze aperte nell'Afd e non dobbiamo chiuderle in una tomba", ha detto la Petry, sostenendo che il partito nelle ultime settimane ha agito come "un partito anarchico". "Con una concorrenza così debole avremmo dovuto prendere anche più del 20%, se non l'abbiamo fatto è perché spaventiamo i nostri cittadini". La frattura è dovuta alle diverse posizioni interne: in un'intervista rilasciata ai quotidiani tedeschi, aveva invocato una "ragionevole politica conservatrice" sulle questioni che "domineranno in futuro", e "non le affermazioni assenti che abbiamo sentito in passato".

Parole che segnano un cambio di rotta da parte di una politica che pure, a suo tempo, si era espressa a favore dell'uso delle armi, in caso di necessità estrema e "in accordo alla legge", da parte della polizia di frontiera, per impedire l'ingresso illegale dei rifugiati el Paese. "Dopo l'uscita eclatante di Frauke Petry, propongo che si dimetta e lasci il partito per non provocare altri danni", ha detto Alice Weidel.

Petry: AfD deve aspirare al governo, l'anarchia non va bene

Frauke Petry, co-presidente dell'AfD, ha motivato la sua decisione di non unirsi al gruppo parlamentare di Alternativa per la Germania al Bundestag spiegando che, in quanto "partito anarchico" per come si è comportato nelle ultime settimane, l'AfD potrebbe avere successo all'opposizione ma non sarebbe in grado di offrire agli elettori un'opzione credibile di governo. Petry evidenzia divergenze interne al partito e spiega che l'AfD, che con cui tutti gli altri partiti tedeschi si rifiutano di lavorare, dovrebbe essere pronto a suo parere a unirsi a governi di coalizione, mentre gli altri leader hanno sottolineato che la formazione dovrebbe stare all'opposizione. Petry da mesi meno presente in pubblico e si è recentemente scontrata con altri membri dell'AfD perchè ha chiesto l'espulsione di un alto membro del partito, Bjoern Hoecke, che ha definito il memoriale per l'Olocausto di Berlino un "monumento della vergogna" e ha affermato che i libri di storia andrebbero riscritti per concentrarsi maggiormente sulle vittime tedesche del nazismo. In un annuncio shock ad aprile, poi, Petry, volto mediaticamente noto dell'AfD, aveva annunciato che non avrebbe guidato la campagna elettorale della sua formazione politica a seguito di scontri con altri membri, ai quali chiedeva un'impronta più moderata. Capilista erano infatti in tandem Alexander Gauland e Alice Weidel.

"Dopo l'ultimo scandalo di Frauke Petry, che è difficile superare per irresponsabilità, la esorto a dimettersi da portavoce e a lasciare il partito, per non provocare ulteriori danni". Così una dei capilista del partito di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD), rivolgendosi alla co-presidente della formazione politica Frauke Petry, che dopo avere vinto nelle elezioni un seggio nel Land della Sassonia stamattina ha annunciato a sorpresa che non farà parte del gruppo parlamentare dell'AfD al Bundestag. L'AfD nelle elezioni di ieri ha sfondato, attestandosi come terzo partito ed entrando per la prima volta nel Parlamento federale.

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petry afd germania spaccatura
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