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Guerra, è il giorno dei colloqui Usa-Iran a Islamabad. Israele: “Niente cessate il fuoco con Hezbollah” – LIVE

Alla vigilia dei negoziati cresce la tensione: Trump attacca Teheran su Hormuz, l’Iran rilancia le richieste

Guerra, è il giorno dei colloqui Usa-Iran a Islamabad. Israele: “Niente cessate il fuoco con Hezbollah” – LIVE
Gli aggiornamenti sulla guerra
Clima teso alla vigilia dei colloqui tra Stati Uniti e Iran, in programma oggi a Islamabad, in un contesto regionale già segnato da forti frizioni. Il presidente americano Donald Trump ha attaccato duramente Teheran sullo stallo nello Stretto di Hormuz, accusando il regime iraniano di non rispettare gli accordi e ventilando la possibilità di nuove azioni militari in assenza di un’intesa. “Stiamo caricando le navi con armi e munizioni migliori di prima”, ha dichiarato, ribadendo che Washington non accetterà l’imposizione di pedaggi sul passaggio strategico. Sulla stessa linea il vicepresidente JD Vance, che guida la delegazione americana, il quale ha ammonito Teheran a non “prendere in giro” gli Stati Uniti. Dal canto suo, l’Iran ha fissato condizioni precise per l’avvio del negoziato: cessate il fuoco in Libano – dove proseguono i bombardamenti israeliani – e sblocco degli asset iraniani congelati, da attuare prima dell’inizio delle trattative. La delegazione iraniana, guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, è arrivata nella capitale pakistana nella serata di ieri, in una città blindata per l’occasione. Nel frattempo, Israele ha chiarito che non intende affrontare il tema di una tregua con Hezbollah nei prossimi colloqui con il Libano.
Inizio diretta: 11/04/26 07:00
Fine diretta: 11/04/26 22:00
Possibile prolungamento dei colloqui tra Teheran e USA

Il vertice diplomatico a Islamabad potrebbe essere esteso di ventiquattr’ore. Lo hanno annunciato i media della Repubblica Islamica, tra cui l’agenzia Tasnim, spiegando che le delegazioni sono passate a discussioni estremamente dettagliate. Inizialmente previsti per una sola giornata, i negoziati potrebbero proseguire fino a domenica per consentire ai tecnici di rifinire ogni aspetto degli accordi in discussione.

Negoziati di Islamabad: il dialogo entra nella fase tecnica

L’agenzia Irna riferisce che le trattative tra Iran e Stati Uniti sono passate dal livello politico a quello specialistico. Il confronto vede ora il coinvolgimento di commissioni di esperti per definire i punti ancora in sospeso. Durante i colloqui, Teheran ha preteso una tregua totale in Libano, mentre Washington ha acconsentito ad analizzare i meccanismi tecnici per lo sblocco dei fondi iraniani congelati, pur sottolineando la necessità di ulteriori approfondimenti.

La smentita di Washington: "Nessuna minaccia ricevuta"

Gli Stati Uniti hanno negato categoricamente di aver ricevuto intimidazioni da parte dell’Iran durante il passaggio delle proprie navi nello Stretto di Hormuz. Il giornalista di Axios, Barak Ravid, citando un autorevole funzionario americano, ha definito prive di fondamento le notizie diffuse dai media di Teheran, incluse quelle riguardanti presunti avvertimenti volti a influenzare negativamente i dialoghi di pace in corso in Pakistan.

Giallo a Hormuz: Teheran sostiene di aver messo in fuga una nave USA

La televisione di Stato iraniana ha smentito le ricostruzioni americane circa il transito di unità navali della US Navy nello Stretto di Hormuz. Come riportato da Iran International, le autorità di Teheran affermano di aver lanciato un ultimatum a un vascello militare statunitense, minacciando un attacco entro mezz’ora in caso di violazione dello stretto. Secondo Phil Stewart di Reuters, che cita fonti militari locali, l’imbarcazione si sarebbe ritirata in seguito all’avvertimento.

Trump preme su Netanyahu: "Stop ai raid su Beirut"

Secondo quanto riportato dal quotidiano Haaretz, il Presidente statunitense Donald Trump avrebbe esercitato forti pressioni sul Primo Ministro Benjamin Netanyahu. L’obiettivo dell’inquilino della Casa Bianca sarebbe quello di indurre Israele a rallentare o sospendere le incursioni aeree sulla capitale libanese, sollecitando al contempo l’avvio di canali diplomatici con il governo di Beirut.

Trump annuncia: "Flotta di petroliere verso gli USA per il greggio migliore"

“Un numero enorme di petroliere completamente vuote, alcune delle più grandi al mondo, si stanno dirigendo proprio ora verso gli Stati Uniti per caricarsi del petrolio (e del gas!) migliore e più ‘dolce’ del mondo”. Con questo post su Truth, Donald Trump (firmandosi “Presidente DJT”) ha esaltato le risorse energetiche americane, sostenendo che gli USA possiedano più greggio delle due principali potenze petrolifere mondiali sommate insieme. Il magnate ha concluso con un invito esplicito: “Vi stiamo aspettando. Tempi di consegna rapidi!”.

Iran avverte: "USA responsabili anche per le azioni di Israele"

Teheran respinge ogni tentativo di scindere le responsabilità di Israele da quelle degli Stati Uniti nel contesto delle trattative di Islamabad. Secondo una fonte qualificata citata dall’agenzia Fars, l’Iran teme una strategia volta a colpevolizzare unicamente lo Stato ebraico in caso di fumata nera, scagionando la Casa Bianca. Mentre le diplomazie lavorano senza sosta per vincolare Washington ai propri doveri – con indiscrezioni che parlano di passi in avanti – la fonte segnala il pericolo di una replica di dinamiche già viste in passato.

Teheran ai negoziati: "Piena diffidenza verso Washington"

Il capo della diplomazia iraniana, Abbas Araghchi, ha affermato che l’Iran partecipa ai colloqui in Pakistan con una “totale sfiducia”. Secondo quanto riportato dall’emittente Press Tv, Araghchi – durante un colloquio telefonico con l’omologo tedesco Johann Wadephul – ha giustificato tale posizione citando le continue inadempienze degli USA e i presunti tradimenti agli accordi diplomatici. Il ministro ha rivendicato come una scelta di responsabilità la volontà di Teheran di accettare una tregua, intesa però come preludio alla fine definitiva delle ostilità, al ristoro dei danni bellici e alla punizione dei colpevoli.

Vertice a Islamabad tra Vance e il premier pakistano

Il Vicepresidente degli Stati Uniti, James David Vance, ha tenuto un incontro bilaterale con il Primo Ministro del Pakistan, Shahbaz Sharif, subito dopo il suo arrivo nella capitale per prendere parte ai negoziati di pace con i delegati iraniani. La notizia è stata diffusa dalla Casa Bianca. Al summit hanno presenziato anche gli emissari americani Steve Witkoff e Jared Kushner, insieme ai titolari pakistani degli Esteri e dell’Interno, Ishaq Dar e Mohsin Naqvi.

Kerry: "Trump l'unico a cedere alle insistenze di Netanyahu"

L’ex Segretario di Stato americano, John Kerry, ha affermato che nel corso degli anni il Premier israeliano Benjamin Netanyahu ha esercitato pressioni su diversi presidenti USA affinché bombardassero l’Iran, ma che solo Donald Trump ha assecondato tali richieste. Durante un’intervista a Ms Now, Kerry ha ricordato di aver preso parte a molti vertici con Netanyahu, il quale caldeggiava con forza un intervento armato contro Teheran. Secondo Kerry, sia Barack Obama e Joe Biden, sia George W. Bush, si sarebbero invece fermamente opposti a tale ipotesi.

Iran: Pakistan, "offriamo consigli, a loro trovare soluzione"

Il Pakistan, che ospita oggi i complessi negoziati Usa-Iran, si propone di consigliare le parti rivali ma sottolinea che la ricerca di una soluzione spetta a Washington e Teheran. Ad affermarlo in un’intervista a NBC News è stato l’ambasciatore del Pakistan negli Stati Uniti, Rizwan Saeed Sheikh. A poche ore dall’avvio dei colloqui a Islamabad, il diplomatico ha espresso la speranza che i colloqui in Pakistan possano rappresentare un evento unico per porre fine alla guerra e risolvere le questioni in sospeso tra le due parti.
In qualità di mediatore, il Pakistan fungerà da piattaforma per “risolvere” altre controversie tra le parti in conflitto, ha dichiarato Sheikh. Ha aggiunto che il suo Paese “forse” offrirà consigli se richiesti, ma altrimenti spetterà a Stati Uniti e Iran “trovare una soluzione”.
In risposta alle minacce del presidente statunitense Donald Trump di attaccare nuovamente l’Iran se non si raggiungerà un accordo, Sheikh ha affermato che “se riusciamo a fare le cose per bene, credo che non dovremo andare altrove”. Ha sottolineato, inoltre, che i colloqui di Islamabad rappresentano anche un’opportunità per rispondere alla domanda se il Libano debba essere incluso nell’attuale cessate il fuoco.

Libano: Amb. Leiter, con Hezbollah no colloqui su tregua

L’ambasciatore di Israele a Washington, Yechiel Leiter, ha definito il movimento sciita “il principale ostacolo alla pace” tra Israele e Libano, pertanto non si discuterà di cessate il fuoco con Hezbollah.  Le sue dichiarazioni giungono in vista dei colloqui previsto per il 14 aprile, sotto l’egida degli Stati Uniti. “Israele si è rifiutato di discutere di un cessate il fuoco con l’organizzazione terroristica Hezbollah, che continua ad attaccare Israele ed è il principale ostacolo alla pace tra i due Paesi”, ha affermato Leiter, sottolineando che non discuterà di cessate il fuoco con la sua omologa libanese Nada Hammadeh-Muawwad durante i colloqui.
L’ufficio del presidente del Libano aveva comunicato prima che gli ambasciatori avevano concordato di incontrarsi per discutere in merito ai negoziati per il cessate il fuoco presso il Dipartimento di Stato in agenda il 14 aprile.

Iran: media, Khamenei sfigurato è in cura per gravi ferite

La nuova Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, è rimasto sfigurato nell’attacco del 28 febbraio ed è ancora in cura per le gravi ferite riportate al viso e alle gambe. Lo hanno riferito alla Reuters tre persone vicine a Khamenei, rimaste nell’anonimato per ovvi motivi. Le stesse fonti hanno affermato che il leader iraniano 56enne si sta riprendendo dalle ferite, sia al viso che a una o entrambe le gambe, e mantiene la lucidità mentale. Mojtaba Khamenei, hanno aggiunto, partecipa a riunioni con alti funzionari tramite audioconferenza ed è coinvolto nel processo decisionale su questioni importanti, tra cui la guerra e i negoziati con Washington.  La questione se le condizioni di salute di Khamenei gli consentano di guidare effettivamente gli affari di Stato si pone nel momento di maggiore pericolo per Teheran da decenni, con l’apertura, oggi, a Islamabad, capitale del Pakistan, di colloqui di pace ad alto rischio con gli Stati Uniti.
Nell’attacco aereo Usa-Israele al complesso della Guida Suprema nel centro di Teheran, il 28 febbraio, è stato ucciso l’Ayatollah Ali Khamenei, padre di Mojtaba. Le informazioni sulle condizioni di salute del nuovo leader del regime iraniano non sono state verificate da fonti indipendenti, per questo motivo Reuters non ne conferma la piena attendibilità.

Libano: 3 morti in raid Idf, chiesto stop attacchi a Israele

I media libanesi riferiscono di tre morti in un raid aereo israeliano nel sud del Libano. Secondo l’Agenzia nazionale di stampa libanese (Nna) è stato colpito un edificio residenziale nella città di Mayfadoun, nel distretto di Nabatieh, causando tre vittime e la distruzione del palazzo. Fonti locali riportano inoltre di altri attacchi israeliani contro le città di Haris e Toul, sempre nel sud del Libano. Due bombardamenti sono stati segnalati anche ad Al-Kafour, nella provincia di Nabatieh.
In territorio israeliano sono invece scattate le sirene antiaeree che avvertono di un sospetto attacco con droni di Hezbollah contro le comunità vicine al confine con il Libano. Gli allarmi sono stati uditi nella città settentrionale di Kiryat Shmona e nelle comunità circostanti.
Al contempo, secondo quanto riportato da Axios, Beirut e Washington avrebbero chiesto una sospensione temporanea degli attacchi contro Hezbollah. Axios ha citato due fonti secondo le quali Beirut e Washington si sarebbe rivolte a Israele per chiedere di sospendere temporaneamente gli attacchi contro Hezbollah in vista di colloqui diretti Iran-Usa di oggi in Pakistan, come riportato anche dall’agenzia stampa Tasnim.

Iran: media, la delegazione Usa è atterrata in Pakistan

La delegazione Usa statunitense per i negoziati con l’Iran è atterrata a Islamabad. Lo riferiscono fonti pakistane citate dalla Reuters e da altri media, tra cui Al Jazeera. Islamabad, la capitale pakistana, avvolta dalle nuvole, ospita gli attesissimi colloqui tra Stati Uniti e Iran. La delegazione iraniana, guidata dal presidente del Parlamento Ghalibaf, è arrivata dopo la mezzanotte (ora locale). La controparte statunitense, sotto la guida del vicepresidente J.D. Vance, è arrivata soltanto ora, motivo per cui, alcune fonti ipotizzano che i negoziati andranno avanti anche domenica. In realtà non c’è una tempistica ufficiale in merito alla durata dei colloqui, anche se più fonti riferiscono che dureranno un giorno intero. Dopo l’annuncio del cessate il fuoco della scorsa settimana, il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano aveva dichiarato l’8 aprile che i colloqui avrebbero potuto durare fino a 15 giorni.

Iran: Cnn, la Cina invierà nuovi sistema difesa

La Cina sta pianificando l’invio di nuovi sistemi di difesa aerea all’Iran nelle prossime settimane. Lo ha riferito la Cnn che cita fonti dell’intelligence statunitense. L’emittente americana ha sottolineato che si tratta di una mossa provocatoria, considerando il ruolo della Cina nella mediazione dell’accordo di cessate il fuoco. L’intelligence Usa ha evidenziato, inoltre, come l’Iran potrebbe sfruttare il cessate il fuoco per rifornirsi di determinati sistemi d’arma con l’aiuto di paesi stranieri. Secondo due fonti che hanno parlato con la Cnn, vi sono indicazioni che la Cina stia pianificando un percorso di trasferimento attraverso paesi terzi per mascherare le sue azioni. Secondo il rapporto, Pechino starebbe programmando l’invio di sistemi antiaerei Manpads, che durante la guerra rappresentano una minaccia per gli aerei americani in volo a bassa quota.

Iran: media, costosissimo drone Usa scomparso su stretto Hormuz

Il 9 aprile un drone da ricognizione MQ-4C Triton della Marina statunitense, uno dei droni più costosi della flotta Usa, in pattugliamento nello Stretto di Hormuz, è precipitato da 52.000 piedi. Quando è sceso sotto i 10.000 piedi, il segnale del suo transponder si è perso. Lo scrive Forbes, citando il sistema di tracciamento di volo FlightRadar. Secondo Forbes non c’è conferma ufficiale sul fatto che il drone sia precipitato, sia stato abbattuto da un missile iraniano o se in qualche modo sia riuscito a recuperare e a tornare alla base. Il Triton è un drone di grandi dimensioni, con un’apertura alare superiore a quella di un aereo di linea Boeing 737. Secondo le stime di Forbes, ogni drone Triton è costato all’amministrazione Usa circa 400 milioni di dollari. 

NYT, Teheran non in grado di rimuovere mine e riaprire Hormuz

Secondo quanto riporta il New York Times, che cita funzionari statunitensi, l’Iran non è in grado di individuare e rimuovere le mine nello Stretto di Hormuz, né di riaprire le vie navigabili. L’Iran non è riuscito ad aprire lo Stretto di Hormuz perché non è stato in grado di individuare e rimuovere le mine navali che vi aveva posato, scrive il Nyt.  Teheran non ha la capacità di rimuovere le mine una volta individuate, il che complica ulteriormente i colloqui di Islamabad, dato che l’amministrazione Trump ha spinto per un maggiore transito di navi attraverso lo Stretto. Secondo quanto riporta il New York Times, che cita funzionari statunitensi, l’Iran non è in grado di individuare e rimuovere le mine nello Stretto di Hormuz, né di riaprire le vie navigabili. L’Iran non è riuscito ad aprire lo Stretto di Hormuz perché non è stato in grado di individuare e rimuovere le mine navali che vi aveva posato, scrive il Nyt.  Teheran non ha la capacità di rimuovere le mine una volta individuate, il che complica ulteriormente i colloqui di Islamabad, dato che l’amministrazione Trump ha spinto per un maggiore transito di navi attraverso lo Stretto.

Iran: Wsj, Teheran ha ancora migliaia di missili balistici

L’Iran possiede ancora migliaia di missili balistici che potrebbe utilizzare recuperando lanciatori attualmente sepolti in strutture sotterranee. Lo scrive il Wall Street Journal citando fonti dell’intelligence Usa. Sebbene metà dei lanciatori missilistici iraniani siano stati distrutti o danneggiati, molti possono essere riparati e recuperati dai siti sotterranei, sostengono le fonti citate dal WSJ.
Funzionari statunitensi e israeliani affermano inoltre che, pur possedendo ora la metà dei missili rispetto a prima della guerra, l’Iran ha ancora migliaia di missili balistici a medio e corto raggio che può recuperare dai nascondigli o dissotterrare dal sottosuolo. Secondo alcuni funzionari statunitensi l’Iran potrebbe sfruttare il cessate il fuoco in corso per ricostituire i propri arsenali missilistici.

Iran: il blocco di Internet ha raggiunto le 1000 ore

Il blocco di Internet in Iran raggiunge le 1.000 ore. Lo rileva l’organizzazione di monitoraggio della sicurezza informatica NetBlocks. Il blocco di Internet in Iran, imposto dalle autorità, ha superato le 1.000 ore, ovvero quasi 42 giorni, sottolinea Netblocks, il livello più lungo mai registrato in un intero Paese.

Israele: "Nessuna trattativa per cessate fuoco con Hezbollah"

Israele ha accettato di avviare colloqui di pace formali con il Libano martedì prossimo a Washington, ma Hezbollah non prenderà parte alla trattativa. Lo ha detto l’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti. “Israele si è rifiutato di discutere un cessate il fuoco con l’organizzazione terroristica Hezbollah, che continua ad attaccare Israele ed è il principale ostacolo alla pace tra i due Paesi”, ha dichiarato l’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Michael Leiter. Stando a una dichiarazione dell’ufficio del presidente libanese, i colloqui previsti per martedì, mediati dagli Stati Uniti, dovrebbero vertere su un cessate il fuoco nel conflitto tra Israele e Libano.

Iran: media, IDF pronte a fallimento negoziati e nuovi raid

Le Forze di Difesa Israeliane si stanno preparando al fallimento dei colloqui tra Stati Uniti e Iran e a nuovi attacchi. Lo dice un funzionario israeliano all’emittente israeliana Kan News. Il funzionario ha detto che ha l’Iran ha subito danni enormi durante la campagna, ma ha aggiunto che “si possono riparare. In assenza di un accordo significativo, dovremo tornare alla guerra”.

Iran: Ghalibaf, buona volontà ma non ci fidiamo degli Usa

L’Iran non si fida degli Stati Uniti. Lo dice Mohammad Bagher Ghalibaf, capo della squadra negoziale di Teheran, all’aeroporto di Islamabad in vista dei colloqui previsti, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa iraniana Fars. “Abbiamo buona volontà, ma non fiducia”, ha affermato Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano. Teheran è aperta a un “vero accordo”, ha aggiunto, ma ha perseguirà i suoi obiettivi con altri mezzi se i colloqui si trasformeranno in una “farsa”.

La delegazione iraniana è arrivata a Islamabad

La delegazione iraniana a Islamabad per i colloqui con gli Usa è composta da 71 persone, tra cui la principale delegazione negoziale, consulenti esperti, rappresentanti dei media, nonché team diplomatici e di sicurezza. Il team negoziale è guidato dal presidente del Parlamento iraniano, Ghalibaf.  Lo scrive l’agenzia di stampa iraniana Tasnim rilanciata dall’emittente panaraba Al Jazeera. Secondo Tasnim, tra gli altri negoziatori presenti a Islamabad ci sono il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, il governatore della Banca Centrale Abdolnaser Hemmati, il Segretario del Consiglio Supremo di Difesa Nazionale Ali Akbar Ahmadian, il Vice Ministro degli Affari Esteri Kezem Gharibabadi e il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei.

All’arrivo a Islamabad, la delegazione iraniana è stata accolta da alte cariche istituzionali pakistane, tra cui il vice primo ministro e ministro degli Esteri Ishaq Dar, il presidente dell’Assemblea nazionale Sardar Ayaz Sadiq, il capo di stato maggiore dell’esercito Syed Asim Munir e il ministro dell’Interno Syed Mohsin Raza Naqvi.