Punti chiave
- Fonti Nato, 'tagli Usa sostanziali'. Ma la lista precisa ancora non c'è
- Spiegel, 'Usa pronti a tagliare bombardieri, caccia e sottomarini alla Nato
- Netanyahu, Idf sta prendendo il controllo di aree in Libano per proteggere il nord
- Israele "espande le operazioni di terra nel sud del Libano"
- Iran: Rubio, Hormuz? In un modo o nell'altro lo riapriremo
- Iran: media, “situazione a Bandar Abbas sotto controllo”
- Petrolio: attacchi Usa non impattano Wti, in calo a Tokyo
- Iran: Trump replica con vignetta a critiche, da Obama solo soldi
- Iran: Rubio, accordo con Teheran ancora possibile
- Iran: media, attacchi Usa a siti e imbarcazioni vicino Hormuz
– I tagli ventilati dagli Usa agli alleati del loro contributo forze all’Europa sono “sostanziali” e ora gli alleati sono “sotto pressione” per compensare. Lo afferma all’ANSA una fonte diplomatica Nato. La lista ufficiale delle riduzioni, ad ogni modo, ancora non c’è, a quanto afferma un’altra fonte bene informata. Il Comandante Supremo (Saceur) “è pienamente coinvolto” e sta “seguendo da vicino” l’intera situazione. “Non vi è alcuna lacuna nella deterrenza”, afferma la prima fonte.
Gli Usa vogliono ridurre drasticamente il proprio contributo militare alla Nato con un taglio “significativo” di bombardieri strategici e una “riduzione di un terzo dei caccia”. Non sarebbero più forniti sottomarini e droni da ricognizione mentre si assisterebbe ad un taglio “notevole di quelli armati”. Lo riporta lo Spiegel riferendo dell’incontro, alla fine della scorsa settimana, dell’inviato del capo del Pentagono Pete Hegseth che ha informato alti funzionari degli alleati presso il quartier generale dell’Alleanza. Gli Stati Uniti “hanno chiarito che intendono mantenere la deterrenza nucleare in Europa nell’ambito della Nato. Per contro, gli europei dovrebbero farsi carico in gran parte da soli della difesa convenzionale del continente”.
“Stiamo intensificando la nostra operazione in Libano. L’esercito sta operando con ingenti forze sul terreno, prendendo il controllo di aree per fortificare la fascia di sicurezza e proteggere le comunità del nord”. Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu in una dichiarazione video. ”Stiamo portando avanti un enorme sforzo nazionale per promuovere soluzioni creative e innovative contro i droni esplosivi”, ha aggiunto.
Soldati israeliani hanno iniziato a operare via terra in Libano oltre la ‘linea gialla’ della tregua armata. Lo riferisce Channel 12. Secondo quanto riportato da Ynet, i soldati israeliani già presenti nel Libano meridionale hanno iniziato a effettuare negli ultimi giorni operazioni via terra oltre il fiume Litani, che delimita la ‘linea gialla’ della tregua armata, con l’obiettivo di allontanare ulteriormente dal confine israeliano Hezbollah e in particolare la minaccia dei droni esplosivi.
Lo stretto di Hormuz “sarà aperto in un modo o nell’altro”. Lo ha ribadito il segretario di Stato Usa Marco Rubio rispondendo ai cronisti a margine della sua visita ufficiale in India. “Lo stretto deve essere aperto quindi lo sarà” perché, “quello che sta succedendo lì è illegittimo ed è insostenibile per il mondo, inaccettabile” ha insistito il capo della diplomazia statunitense.
L’agenzia di stampa iraniana Mehr ha riferito che la situazione a Bandar Abbas è “sotto controllo” e che “non c’è motivo di preoccupazione”, dopo l’attacco Usa. Poco prima il capitano Tim Hawkins, portavoce del Comando centrale americano, aveva confermato una serie di attacchi statunitensi avvenuti nei pressi di Bandar Abbas, sede di una grande base navale iraniana vicino allo Stretto di Hormuz.
Il prezzo del Wti, West Texas Intermediate, il benchmark statunitense del greggio, è in calo di oltre il 5% a Tokyo, nonostante l’annuncio dei nuovi attacchi statunitensi nella zona chiave di Hormuz. All’avvio delle transazioni, il Wti ha ceduto il 5,46%, toccando quota 91,33 dollari al barile, già pochi minuti dopo l’annuncio americano.
Fiumi di denaro contro raffiche di bombe. La differenza tra la politica in Iran di Obama e di Trump ‘spiegata’ in una vignetta postata dall’inquilino della Casa Bianca, Donald Trump, sul suo account Truthsocial. Un disegno sintetico e di immediata comprensione: da una parte una pedana carica di mazzette di biglietti verdi per descrivere la politica dell’ex presidente Obama (Obama’s Iran Policy) verso Teheran, dall’altra una portaerei americana con aerei da combattimento in volo che sganciano ordigni e la scritta: ‘Trump’s Iran Policy’ (la politica di Trump in Iran). In poco più di un’ora la ‘vignetta’ é stata ricondivisa migliaia di volte. Obiettivo del nuovo post presidenziale? Rispondere a chi in patria lo sta duramente criticando per le sue dichiarazioni sull’urgenza di “fermare l’Iran sulla strada per dotarsi della bomba atomica”, senza tuttavia ricordare che un’intesa in quel senso era già stata raggiunta sotto la presidenza di Barack Obama.
Nonostante i nuovi attacchi statunitensi contro l’Iran un accordo con Teheran é ancora possibile. Dall’India, dove sta per concludersi la sua visita di stato, il segretario di Stato Usa Marco Rubio lascia filtrare un cauto ottimismo sulla possibilità che i colloqui in corso possano concludersi positivamente. “Nuovi colloqui si sono svolti oggi in Qatar, vedremo se riusciremo a compiere progressi”, ha risposto Rubio ai cronisti. “Credo che ci sia un intenso scambio di opinioni sulla formulazione specifica del documento iniziale, quindi ci vorranno alcuni giorni” per raggiungere un accordo, ha chiarito ribadendo che il presidente Trump “ha espresso il desiderio di volerlo” raggiungere. “O concluderà un buon accordo o non ci sarà alcun accordo”, ha aggiunto.
L’esercito statunitense ha condotto “attacchi per autodifesa” contro siti di lancio missilistici e imbarcazioni iraniane nei pressi dello stretto di Hormuz. A renderlo noto é l’emittente Cnn citando il comando Centrale degli Usa (Centcom). Gli attacchi statunitensi “per proteggere le nostre truppe dalle minacce poste dalle forze iraniane” – ha confermato a Cnn il portavoce del Centcom, Timothy Hawkins, sono stati condotti mentre é in vigore il cessate il fuoco e sono in corso i negoziati per porre fine alla guerra. Nella zona di Hormuz, riferisce l’emittente, erano state segnalate delle esplosioni. “Gli obiettivi – ha spiegato Hawkins – hanno incluso siti di lancio missilistici e imbarcazioni iraniane che tentavano di posizionare mine. Il comando centrale degli Stati Uniti continua a difendere le forze statunitensi mantenendo la moderazione durante il cessate il fuoco in corso”.

