Iran, la Nato pronta a respingere qualsiasi minaccia, anche nel Mediterraneo
Li definisce “attacchi indiscriminati“, ma allo stesso tempo sottolinea “la professionalità e la prontezza dei nostri militari che continuano a essere dimostrate anche in momenti di crisi”. L’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone-già capo di stato maggiore della Difesa e della Marina, e oggi presidente del Comitato militare della Nato- in un colloquio con il Corriere della Sera segue “con grande attenzione quanto accaduto alla base di Ali Al Salem in Kuwait“, ed esprime “vicinanza ai militari italiani coinvolti”, ma anche “solidarietà ai Paesi della regione.
Fortunatamente, in relazione all’attacco di ieri, non si registrano feriti tra il personale. L’Alleanza resta solidale con tutti i Paesi e con il personale militare colpiti da questi attacchi”. In un clima sempre più rovente, la conferma che le crisi non si possono più contenere ma “ormai hanno effetti su scala mondiale” e tutto questo può accadere “nel giro di pochi giorni”. Con l’Iran, in questo caso, che “costituisce una sfida alla nostra sicurezza”, ammette Cavo Dragone aggiungendo che l’Alleanza atlantica è pronta a respingere qualsiasi minaccia, “anche nel Mediterraneo”.
E in questo senso è stato aumentato il livello della postura di difesa dai missili, deciso nei giorni scorsi e confermato dal Saceur (Comanda supremo alleato in Europa) nel corso di un vertice con i 32 capi di stato maggiore convocato proprio dall’ammiraglio Dragone, visto che l’Iran ha più volte specificato che obiettivi legittimi della loro reazione attuale sono le installazioni americane e dei loro alleati. Che potrebbero fornire in futuro un supporto quantomeno logistico alle operazioni in corso. Dal Saceur tuttavia è arrivato anche un appello “a mantenere la rotta a accelerare gli investimenti della difesa“. Un discorso che tuttavia, almeno per il momento, non riguarda la Nato nemmeno per la richiesta del presidente americano Donald Trump di organizzare una seconda coalizione marittima internazionale, alla quale dovrebbe partecipare anche la Cina, per intervenire nello stretto di Hormuz bloccato da Teheran. Ma questo non vuol dire che i singoli partner non possono agire per conto proprio o in collaborazione con altri, fuori dall’Alleanza, mentre comunque l’Ue ha già annunciato che le missioni navali Auspide e Atalanta rimarranno attive, anzi si pensa già a un rafforzamento.

