Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » News » Garlasco, il Direttore di affaritaliani Scotti a Storie Italiane: “Indagini svolte male e guardando a una sola soluzione”

Garlasco, il Direttore di affaritaliani Scotti a Storie Italiane: “Indagini svolte male e guardando a una sola soluzione”

L’intervento del direttore di Affaritaliani, Marco Scotti, ospite nella puntata di Storie Italiane di oggi 12 maggio

Garlasco, il Direttore di affaritaliani Scotti a Storie Italiane: “Indagini svolte male e guardando a una sola soluzione”

Garlasco, il direttore di Affaritaliani Marco Scotti a Storie Italiane: “Mai come in questo momento si sta tornando a parlare con prepotenza di uno scenario completamente diverso su tutto il caso. E’ evidente che ci sia stata incuria nelle indagini”

Il direttore di Affaritaliani, Marco Scotti, ospite questa mattina di Storie Italiane su Rai1 per parlare del caso di Garlasco, ha così commentato gli ultimi sviluppi delle indagini: “Mai come in questo momento si sta tornando a parlare con prepotenza di uno scenario completamente diverso su tutto il caso di Garlasco. Sinceramente, a memoria, non ricordo un coinvolgimento simile su questo caso né su tanti altri — se non, ovviamente, quando è avvenuto l’omicidio di Chiara Poggi. Forse solo quello di Sarah Scazzi ad Avetrana“.

Leggi anche: Garlasco, l’audio di Sempio: “Ricordo quando è cominciato tutto. Vidi la mia faccia in tv e fuori casa scoppiò il caos”

“Quello che però mi lascia davvero sgomento – continua il direttore di Affaritaliani – è il fatto che stia emergendo chiaramente, senza dare responsabilità con nomi e cognomi, che le indagini non siano state fatte correttamente. Questa è la cosa che veramente mi turba più di tutto. Noi stiamo raccontando un fatto avvenuto 19 anni fa con infiniti rivoli: nel 2013, nel 2017, poi la richiesta di riapertura delle indagini. Sono state tutte occasioni in cui le intercettazioni non sono state lette e interpretate nel modo corretto”.

“Eppure non stiamo parlando di un caso degli Anni 50 – conclude Marco Scotti – quando non c’erano gli strumenti e gli investigatori avevano a disposizione delle ‘armi spuntate’. Oggi questi strumenti ci sono e sono un pochino più raffinati, ma c’erano anche quando il caso è scoppiato. Allora è evidente che ci sia stata incuria e sia stata fatta un’indagine in modo unidirezionale e, comunque, senza voler capire veramente quello che era successo in quella villetta”.

CLICCA QUI PER ALTRI AGGIORNAMENTI SU GARLASCO