Nei Paesi Bassi è scattato il piano nazionale per la crisi energetica alimentata dalla crisi in Medio Oriente. È la prima volta che viene attivato dalla sua introduzione dopo lo shock della guerra in Ucraina. La fase uno – riferiscono i media olandesi – non ha effetti immediati, ma segna un aumento dell’allerta, con il rafforzamento del monitoraggio delle forniture e del coordinamento con i settori più energivori, come trasporti e agricoltura. Al peggiorare della situazione, sono previste misure più incisive, tra cui limiti di velocità ridotti in autostrada e domeniche senza auto. Il premier Rob Jetten dovrebbe annunciare a breve aiuti per contenere gli effetti del caro energia, inclusi possibili sgravi fiscali per gli automobilisti.
Domani la videocall dei ministri dei Trasporti Ue: “La crisi sarà duratura”
E’ prevista per domani la videoconferenza informale dei ministri dei Trasporti in risposta all’evoluzione della situazione in Medio Oriente e al suo impatto diretto sui mercati energetici e sul settore dei trasporti europeo. “Sebbene le conseguenze complessive rimangano incerte, è chiaro che le interruzioni delle infrastrutture energetiche, dello spazio aereo e della logistica globale avranno effetti duraturi, anche qualora la situazione dovesse stabilizzarsi. Per questo motivo la presidenza ha, sin dall’inizio, mantenuto la resilienza dei settori dell’energia e dei trasporti in cima all’agenda, con iniziative mirate incentrate su tre priorità: un forte coordinamento a livello dell’Ue, la riduzione delle dipendenze esterne dai combustibili fossili e l’adozione di misure concrete e attuabili”, ha spiegato un funzionario della presidenza cipriota dell’Ue.
Lo scambio avrà luogo in vista del prossimo pacchetto di strumenti della Commissione e contribuirà a definire proposte rapide e pratiche, che alimenteranno le discussioni dei leader nel corso della settimana. L’attenzione – viene sottolineato – “sarà rivolta alla garanzia dell’approvvigionamento di carburante, al mantenimento della connettività tra tutti i modi di trasporto e alla prevenzione di risposte nazionali frammentarie o non coordinate. Sebbene l’Ue non stia affrontando una carenza di carburante, l’aumento dei prezzi, che incide in particolare sul settore dell’aviazione, continua a esercitare pressione sul settore. Le misure già adottate dagli Stati membri sottolineano la necessità di un approccio dell’Ue coordinato, proporzionato e compatibile con il mercato unico”.

