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Calenda: “Senza Conte premier la coalizione affonda”. Ecco perchè

Il leader di Azione analizza a Sky Tg24 le mosse della premier e avverte sui rischi per l’Ue: “Usa, Russia e Cina vogliono mangiarci a pezzi”

Calenda: “Senza Conte premier la coalizione affonda”. Ecco perchè

“Conte pronto a segare la sedia a chiunque”. Calenda avverte il centrosinistra: “Senza di lui premier, sarà il caos”

“Giorgia Meloni se ne è resa conto da molto tempo di chi è Trump ma ci ha costruito una vita politica sopra”. Con queste parole il segretario di Azione, Carlo Calenda, ha commentato ai microfoni di Sky Tg24 la presenza della Presidente del Consiglio al vertice di venerdì della “coalizione dei volenterosi”, segnato dal distacco dalle posizioni statunitensi. L’ex ministro ha poi rincarato la dose: “se domani Vance diventasse presidente, Meloni si risposterebbe su Vance, sta dove prende più consensi, non c’è nessuna rotta”. Calenda ha inoltre evidenziato i rischi geopolitici globali: “L’obiettivo dei tre imperi, Usa, Russia e Cina, è dissolvere l’Ue come unione politica perchè così se la possono mangiare a pezzi”.

Spostando l’attenzione su Silvia Salis e le dinamiche del “campo largo”, il leader di Azione ha ricordato il supporto già fornito in passato: “noi a Genova l’abbiamo sostenuta, non so le alchimie che potrebbero portarla a fare o meno le primarie”, aggiungendo un giudizio sulle sue capacità: “è molto brava nella comunicazione”.

Infine, Calenda ha analizzato le criticità strutturali di un’eventuale alleanza di centrosinistra, soffermandosi sulla figura del leader del M5S: “Se non sarà Giuseppe Conte candidato presidente del Consiglio, è una coalizione che è destinata a naufragare immediatamente perché Conte gliene farà vedere di cotte e di crude come sappiamo tutti. Mentre se Conte è presidente del Consiglio, è capace che firma il 5% per le spese della Difesa il giorno dopo”.

Secondo Carlo Calenda, l’esclusione di Conte dalla premiership innescherebbe una reazione distruttiva: “Se Conte non è candidato presidente del Consiglio, cadrà nella dinamica di tutti gli ex presidenti del Consiglio, che era quella di Renzi con Gentiloni, cercherà di segare la sedia dove siedono queste persone. Sarà molto complicato gestire questa maggioranza”

Il leader di Azione ha poi sollevato dubbi sulla posizione di Elly Schlein all’interno dei dem: “Se la leader del partito più grande non fa la candidata premier, si pone un problema del partito più grande. Allora che cosa ci sta a fare? La cosa paradossale del Pd è che è come se l’avessero eletta segretaria, ma poi dicessero che poi non è in grado di fare la premier. È strano questo fatto, no? Un po’ contraddittorio. Io penso che il problema sta nella coalizione, non in chi la interpreta”.

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