L’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano celebra 30 anni al servizio del Paese con un evento cui hanno preso parte Licia Ronzulli, Vicepresidente del Senato, Attilio Fontana, Presidente Regione Lombardia, Beppe Sala, Sindaco di Milano, Elena Buscemi, Presidente Consiglio Comunale di Milano e Mattia Ferretti, Sindaco di Rozzano, il presidente di Humanitas Gianfelice Rocca. Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il Ministro della Sanità, Orazio Schillaci hanno fatto pervenire i loro messaggi di saluto al pubblico in sala.
Un’occasione per ripercorrere la storia di un’idea diventata un modello grazie all’incontro tra diverse culture: quella milanese e ambrosiana, quella clinica di grandi medici come Dioguardi, Banfi, Ravasi, Santoro, Gennari; la cultura del Management scientifico da Politecnico, Bocconi e Harvard; la cultura imprenditoriale di Techint, società internazionale sviluppatrice di progetti ingegneristici dal prato. Crescendo, l’idea ha generato il Campus ospedaliero e universitario a Rozzano e, a seguire, una rete di ospedali e centri medici, parte fondamentale del Servizio Sanitario Nazionale.
La comunità di Humanitas: una rete di oltre 9400 professionisti, 12 ospedali e 3200 studenti di tutto il mondo
Oggi Humanitas è una comunità di oltre 9400 professionisti, 12 ospedali in Lombardia, Piemonte e Sicilia, 25 centri Medical Care sul territorio, un Centro di Ricerca nel Campus internazionale di Humanitas University, con 3200 studenti provenienti da oltre 80 Paesi del mondo. Due Fondazioni, Humanitas per la Ricerca e Insieme con Humanitas, sostengono l’impegno degli 800 ricercatori, e portano sollievo a pazienti e caregivers con oltre 400 volontari.
In questi anni, negli ospedali Humanitas è stato curato circa il 10% della popolazione italiana. Ogni anno, 150mila persone accedono ai 4 Pronto Soccorso a Rozzano, Bergamo, Torino e Castellanza, e 1100 bambini nascono nel Punto Nascita di Milano. Il Pronto Soccorso di Rozzano, in particolare, è stato ampliato, con un anno di lavori e senza mai interrompere il servizio all’interno della Rete di Emergenza Urgenza. Sono oltre 50mila le persone in cura nel Cancer Center di Rozzano, uno dei più importanti del Paese.
Rocca: “La sfida più alta è rendere l’innovazione accessibile a tutti”
«Sono numeri che raccontano solo in parte l’energia di una comunità di professionisti unita dall’obiettivo di portare le migliori cure ai pazienti. L’orgoglio per il percorso fatto accresce le nostre responsabilità di contribuire a una sfida alta della nostra civiltà: associare innovazione con accessibilità – ha commentato il Presidente Rocca –. Per tutti i cittadini, per gli anziani, per quei Paesi che rischiano di rimanere esclusi dalle enormi potenzialità offerte dall’innovazione. Una sfida in cui la visione universalistica che ci anima si confronta con la sostenibilità economica in un contesto segnato dall’invecchiamento della popolazione e dall’aumento dei costi delle cure. Per questo crediamo che la collaborazione pubblico e privato sia più che mai necessaria, chiamando tutti noi a una responsabilità morale che è la chiave della nostra civiltà. E che i grandi Teaching Research Hospital debbano dare il loro contributo».
Durante l’evento sono intervenuti anche Luciano Ravera, Amministratore Delegato del Gruppo Humanitas, Patrizia Meroni, Direttore Sanitario del Gruppo Humanitas, Luigi Maria Terracciano, Direttore Scientifico dell’IRCCS e Rettore di Humanitas University, e Alberto Mantovani, Presidente di Fondazione Humanitas per la Ricerca.
La nuova casa delle cure oncologiche più avanzate, il Proton Building
Durante la mattina, Monsignor Bressan, delegato dell’Arcivescovo di Milano, autorità e un team di professionisti del Cancer Center hanno inaugurato il nuovo Proton Building, casa delle cure oncologiche più avanzate. Qui ha sede la nuova Protonterapia, forma avanzata di Radioterapia per pazienti con tumori rari, collocati in sedi critiche o precedentemente trattati, e la Clinical Trial Unit, un intero reparto dedicato ai trial clinici per dare speranza di cura a chi non ha una. La Protonterapia, in particolare, è il primo caso in Italia interamente integrato all’interno di un Policlinico universitario con Pronto Soccorso.
Ravera: «L’IA riduce la burocrazia per ridare spazio al rapporto medico-paziente»
L’invecchiamento della popolazione, il calo delle nascite e l’aumento dei costi legato all’innovazione stanno ridefinendo l’equilibrio dei sistemi sanitari. In questo contesto, l’Intelligenza Artificiale può rappresentare un alleato, con potenzialità da esplorare.
«In Humanitas è in atto un percorso di innovazione continua – afferma Luciano Ravera, Amministratore Delegato del Gruppo Humanitas – che studia modi per integrare tecnologia e competenze mediche. L’Ai è entrata nei nostri ospedali per affiancare i medici in attività di diagnosi e, da poco, in ambulatorio con un sistema di trascrizione automatica delle visite ambulatoriali, che organizza una prima bozza di referto clinico, riducendo il carico amministrativo dei medici favorendo la relazione con il paziente. A fianco a questo impegno tecnologico, ne esiste uno di disseminazione: attraverso il modello di ospedale diffuso, portiamo sul territorio l’esperienza di un Policlinico universitario, grazie alla community di medici e a percorsi qualitativi che garantiscono continuità di cura».

